Il Tirreno

Pisa

È il giorno delle risposte

di Daniele Benvenuti

Dana (Fondo Dubai): «Hanno il preliminare, devono dirci cosa vogliono fare»

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PISA. Il preliminare per l'acquisto del Pisa da parte del fondo internazionale Sportativa è arrivato nelle mani di Fabio Petroni, o meglio del suo legale incaricato di trattare l'operazione Damiano Comito. Ieri pomeriggio Pablo Dana, il banchiere nato a Ferrara e trapiantato a Dubai capofila del progetto di acquisto, ha inviato via mail, attraverso i suoi consulenti, l'atto ufficiale corredato di una serie di documenti necessari a renderlo valido e da subito operativo in caso di firma. A questo punto la palla è totalmente nel campo di Britaly Post che deve valutare l'offerta e prendere una decisione. Già oggi si attende una risposta, visto che il termine voluto da Pablo Dana per capire le reali intenzioni di Fabio Petroni sta ormai per scadere.

Forte dei Marmi base operativa. Pablo Dana ha trasformato la sede delle sue vacanza al Forte in una sorta di base operativa per concludere, nel suo auspicio, la trattativa. Ieri infatti il banchiere ferrarese è stato raggiunto in Versilia dalla sua consulente, la dottoressa Isabella Pedroni, per predisporre gli ultimi documenti da inviare alla controparte. Isabella Pedroni collabora da oltre 25 anni con Pablo Dana essendo stata manager in Fininvest come lo stesso Dana; era stata chiamata anche dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti a risollevare le sorti della "Parma Infrastrutture", società interamente partecipata dal Comune ducale con un debito di 15 milioni di euro. Dana ha predisposto il preliminare e lo ha inviato all'avvocato Comito. «Con i miei consulenti abbiamo concluso il nostro lavoro - ci ha confermato nel primo pomeriggio di ieri - ed inviato tutto all'avvocato Comito. Avvocato con il quale in questi giorni abbiamo avuto un dialogo cordiale e soprattutto molto collaborativo. Adesso aspettiamo al risposta alla nostra proposta».

Che la giornata sia quella cruciale, almeno nelle intenzioni del fondo di Dubai, lo conferma il fatto che a Forte dei Marmi c’è anche il socio di Pablo Dana, Abdul Wahab Al Halabi. «Confermo l'arrivo del mio socio - ci dice ancora il banchiere - e aggiungo anche che stasera (ieri per chi legge, ndr) sarà a cena insieme a me e a Rino Gattuso. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, con serietà e in tempi rapidissimi. Se avremo una risposta negativa, vorrà dire che riprenderò le mie vacanze qui al Forte».

Nessun rilancio. Le cifre presenti nel preliminare sono ovviamente top secret. Ma fino ad un certo punto. Pablo Dana sin dal suo primo annuncio del progetto di acquistare il Pisa, aveva ipotizzato una cifra ritenuta congrua intorno ai 5 milioni di euro, forse anche 5 milioni e mezzo. Cifra ricavata, anche, dalla valutazione che la stessa Britaly Post aveva effettuato meno di un mese fa per rilevare il 50% delle quote di Fabrizio Lucchesi. È quindi difficile pensare che ci possa essere un rilancio dal parte del gruppo di Dubai in caso di un primo rifiuto di Petroni.

Cifra congrua. Conti alla mano con circa 5 milioni di euro, Britaly Post riprenderebbe in pratica i soldi che ha investito nel Pisa da gennaio ad oggi, con un piccolo guadagno. A spanne, infatti, possiamo dire che la società inglese ha messo circa un milione e mezzo subito nel momento del suo ingresso a gennaio, poi un altro milione e 600.000 euro tra iscrizione e ricapitalizzazione, ai quali va aggiunta la quota non ancora versata a Lucchesi per il suo 50% (una cifra intorno al milione e 200.000 euro). Aggiungendo poi le spese correnti di questi mesi, ecco che nelle casse di Britaly potrebbe rimanere una cifra pulita intorno ai 300-400.000 euro per un investimento di pochi mesi. Su questo chiude con una battuta Pablo Dana: «Se trovate un lavoro che in sette mesi fa guadagnare questa cifra.... lo faccio subito».

Calleri lascia? In attesa di sapere se la trattativa tra Dana e Petroni andrà in porto, di sicuro ci sarebbe la data di domani e cioè quella della convocazione del nuovo cda dell'Ac Pisa 1909 con la nomina di Marco Calleri nuovo presidente. Anche in questo caso, però, di sicuro c'è davvero poco. Sono infatti sempre più insistenti le voci di un disimpegno di Marco Calleri. Parlare con il nipote dell'ex presidente della Lazio in questi giorni è stato impossibile.

Ieri però una sua battuta è stata carpita proprio dopo la domanda sul suo prossimo insediamento come presidente. «Devo ancora valutare alcuni aspetti», è stata la sua telegrafica risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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