Sicurezza
Legale ucciso, nel Dna studi e politica pisani
Il ricordo dell’ex consigliere comunale, Silvestri: «Bravissimo studente, contribuì a far nascere An»
PISA. Studi universitari conclusi con la lode, l’impegno in ateneo e anche nei circoli di An agli albori dopo la svolta di Fiuggi.
La formazione sui codici e nella politica dell’avvocato Francesco Pagliuso, 43 anni, ucciso, nella sua auto, con diversi colpi d'arma da fuoco davanti alla casa di Lamezia Terme dove viveva da solo, sono radicati a Pisa. Una base che era servita al professionista per costruirsi, ancorché giovane, un curriculum di livello nella sua città dove era segretario della Camera penale.
Sono in molti in città a ricordarsi di quel fuori sede brillante, scanzonato, pronto alla battuta, ma serissimo al momento di infilare un 30 dietro l’altro fino alla laurea con lode in giurisprudenza nelle austere aule della Sapienza.
Silvia Silvestri, volto storico della destra pisana, ex consigliere comunale, è uno di questi, insieme a Dietro Petrucci, esponente dell’opposizione con la lista Noi Adesso Pisa.
Siamo agli metà degli anni Novanta. E Pisa accoglie nella sua tradizione pluridecennale i giovani del sud che vogliono solide fondamenta universitarie per prepararsi a futuri professionali di successo.
«Sono veramente sotto choc – esordisce Silvestri –. Una notizia incredibile. Ci conoscevamo bene. L’università e la politica a quei tempi erano collanti veri. Mi ricordo le serate trascorse a parlare di politica, ideali. Francesco a prima vista poteva sembrare il classico fuori sede che scambia lo studio con una vacanza. Non era affatto così. All’università era bravissimo, davvero un fuoriclasse».
Dopo la laurea con lode negli anni 1997-1998 svolge anche attività di assistente di Diritto privato. Impegnato come professionista per un’associazione antiusura, autori di testi sul tema, diventa anche ufficiale della Guardia di finanza, «un'altra vita, che non rimpiango, ma che ricordo con affetto» aveva scritto su Facebook.
A Pisa si era distinto anche per l’impegno politico. Prima in Azione Universitaria, poi con An.
«Oltre che in ateneo la sua attività lo aveva portato anche a fondare, insieme a una quarantina di persona, il primo circolo di An in città, “Oltre linea” – prosegue Silvia Silvestri. Fu uno dei primi ad aderire. A fine anni Novanta se ne andò da Pisa. Lo ricordo come una persona speciale».(p.b.)
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