Gioco
Dana invia a Roma il preliminare per il 100% del club
Oggi il socio arriva da Dubai sperando nella firma Voci su un possibile disimpegno di Marco Calleri
PISA. O la va o la spacca. Pablo Dana, il banchiere italo-svizzero di Dubai che vuole acquistare il Pisa tramite il fondo Sportativa e riportare Gattuso in panchina, ieri ha dato la notizia che aspettavamo: «Le cose procedono, tutta la mia squadra è al lavoro da Parma, con l’avvocato che conduce la vicenda e la consulente, la dottoressa Isabella Pedroni che lavora con me da 25 anni. L’avvocato Comito, che cura gli interessi del presidente Petroni, in giornata mi ha comunicato la disponibilità di ricevere il preliminare di contratto, che gli invieremo domattina (oggi per chi legge, ndr)».
A questo punto la Britaly Post, avendo in mano non una lettera di intenti ma un documento che riporta date, dati e cifra dell’offerta, esprimerà il suo parere. E i tifosi a Pisa sono letteralmente con il fiato sospeso. Quel che è certo è che il socio di Dubai di Dana stamani si imbarca in direzione Bologna, per poi proseguire per il luogo delle trattative. Ed ha la penna pronta per una firma.
In tarda serata di ieri intanto è rimbalzata la voce che Marco Calleri, presidente in pectore dell’attuale società, starebbe prendendo in considerazione l’idea di un possibile disimpegno per dedicarsi con la massima concentrzione all’attività principale di procuratore. Ma questa voce, pur proveniente da ambenti qualificati, la prendiamo con le molle perché, per quanto abbiamo provato più volte in giornata, non siamo riusciti ad avere riscontri dal diretto interessato.
MIAN SALUTA I ROMANI. «È opportuno che io compia un atto di disimpegno dalla posizione espressa nel Pisa Calcio». Così ieri sera Maurizio Mian, presidente del Pisa dal 2002 al 2005, chiude la sua avventura nel club presieduto (sino a sabato, salvo cessione delle quote) da Fabio Petroni.
Spiega lo stesso Mian: «Ho già anticipato questa necessità nei giorni scorsi al sindaco Filippeschi. Il mio ingresso nella società nerazzurra, nel ruolo di presidente onorario e senza alcuna altra posizione né intervento economico, era in funzione di una volontà positiva di pacificare gli animi. Speravo infatti di poter fare il “paciere” fra il club, i tifosi e Rino Gattuso. Avendo riscontrato invece che questa mia mossa non aveva sortito alcun effetto, la mia presenza non è più utile». L'ex presidente non usa però alcun tono polemico nei confronti dell'attuale proprietà: «Il mio disimpegno non è un atto di sfiducia, verso nessuno. Auguro al Pisa di avere grandi successi e che la situazione della società venga risolta quanto prima, e alla squadra di condurre un campionato di vertice».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
