Sicurezza
«Imprese private, grandi occasioni dai progetti Piuss»
Programmi e proposte del vicesindaco Paolo Ghezzi «Il pubblico ha fatto la sua parte, ora valorizzate la città»
PISA. «In quindici anni le presenze, ovvero i pernottamenti, sono passate da 1 milione e 450mila a 1 milione e 750mila (+20%). Gli arrivi sono aumentati da 415mila a 657mila (+58%). Il movimento turistico a Pisa, anche negli anni della crisi economica, si mantiene su livelli significativi». Il vicesindaco con delega al turismo, Paolo Ghezzi, traccia un bilancio del settore mentre la stagione è al culmine. E guarda alle prossime mosse da compiere.
Ghezzi, partiamo dalle indicazioni che vi ha dato lo studio della Bocconi sul turismo a Pisa tra pro e contro: a che punto siete?
«Lo studio Bocconi è stato da qualcuno preso come un elenco di “già sentito”. Invece è una guida preziosa, delinea le direttrici da seguire. Alcune cose le abbiamo fatte, come incrementare i sistemi informativi (i totem), inoltre abbiamo aperto i punti informativi al Duomo e in via Pietrasantina come da più parti ci era stato richiesto, abbiamo avviato iniziative di promozione internazionale, e su questo la Bocconi ci aveva spronato. In più abbiamo previsto l’assunzione in Comune di un profilo esperto nel turismo. Sull’altro lato della medaglia l’esigenza di avere un sistema di rilevamento ed acquisizione dati su arrivi presenze. Dobbiamo inoltre sviluppare la presenza sul web. Ci aspettiamo molto dai soggetti privati».
Perché quest’ultima sottolineatura?
«La pubblica amministrazione ha fatto molto per il turismo a Pisa, più dell’accompagnamento ricevuto nello sviluppo da parte del settore privato. I progetti Piuss, che hanno consentito di recuperare spazi abbandonati di pregio e sui quali il Comune ha investito il 40% di risorse proprie, sono una notevole opportunità. I bandi per la gestione di questi beni che stiamo proponendo si tramutano infatti in un’ottima occasione per l’imprenditoria locale. La chiave di volta è come convincere ed invogliare uno che si trova dall’altra parte del mondo a sceglierci. Il sistema Paese e l’imprenditore privato devono avere un ruolo molto importante nell’indirizzare i flussi».
Ma la competizione (e la concorrenza) è sempre più globale...
«Quando parlo di sistema Paese mi ricollego alle scelte nazionali ad esempio sull’Alta Velocità. Non è certo stata una scelta indolore individuare l’asse ferroviario principale sulla Milano-Firenze-Roma-Napoli. Ci si muove all’interno e così una persona per venire a Pisa o Lucca deve essere ben indirizzata, niente avviene in modo automatico. I sistemi di collegamento sono importanti. Per questo le corse ferroviarie veloci e frequenti tra Firenze e la costa sono una sfida che la Regione Toscana deve mettere tra le priorità sul tavolo».
Come far risaltare il nome di Pisa sui mercati nazionali ed internazionali, oltre la Torre?
«Dobbiamo riuscire a parlare di Pisa in maniera intelligente, affiancandoci alle dinamiche di comunicazione nazionali e dei sistemi camerali. Noi abbiamo cercato di farlo intervenendo in due settori che riteniamo fondamentali. Uno è il cinema, che rappresenta uno dei principali veicoli di promozione del territorio, perché incide sull’immaginario ed il desiderio di conoscenza diretta delle persone. In questi anni sono state decine i film ambientati a Pisa, tra i quali anche campioni d’incasso in grandi realtà come l’India».
Diceva che la Bocconi vi ha rimproverato di fare poco a livello di promozione internazionale...
«E’ vero, sono rimasti sorpresi di questo per una realtà come la nostra. Un mezzo che stiamo usando è portare in giro per il mondo la Torre in alabastro con i progetti di Toscana Promozione e Camera di Commercio. Siamo stati a San Francisco, ora sarà la volta di Tokyo e degli Emirati Arabi. Puntiamo sia a favorire rapporti tra le imprese, sia sull’aspetto culturale. Abbiamo realizzato un libro semplice dal titolo “Galileo racconta Pisa”, tradotto in inglese ed a breve anche in giapponese. E’ un libro per i giovani, per farli studiare e conoscere lo stile romanico-pisano. L’obiettivo è infondere nelle nuove generazioni la voglia di vedere quelle cose che studiano. Ragazzi delle scuole di New York e San Francisco hanno lavorato su questi temi con la Società Storica Pisana. Si attiva un passaparola che valorizza la nostra città e forma i turisti di domani. Abbiamo anche realizzato tre prodotti di qualità. Un magazine che viene distribuito alle fiere di settore, una brochure che riprende i contenuti del magazine e viene distribuito alle strutture ricettive ed ai punti informativi, un video a disposizione di tutti gli imprenditori che possono mostrarlo nelle loro strutture, nei circuiti tv interni agli hotel. Erano prodotti che non avevamo e che ci sono stati suggeriti dallo studio della Bocconi».
Quali finanziamenti avete a disposizione?
«La tassa di soggiorno, che ormai si paga dappertutto. Viene vista talvolta in maniera neutra e talvolta contrastata, ma è l’unica forma che abbiamo per sostenere l’accoglienza turistica, che è fatta di tante componenti: dalla pulizia dei luoghi al decoro urbano. Non si dimentichi che prima c’erano anche altri enti che intervenivano economicamente e ora non più. Prendiamo l’esempio del cartellone di Marenia: siamo rimasti i soli a livello istituzionale a sostenerlo».
Due anni circa alla fine del mandato: con quali propositi?
«La città turistica deve crescere a 360 gradi. Il nostro è un sistema complesso, non scontato. Auspico una capacità imprenditoriale di qualità per valorizzare i progetti Piuss, che rappresentano un salto di qualità nell’offerta turistica della città. Il percorso sulle mura, in particolare, è una grandissima opportunità da sfruttare al meglio. Anche il People Mover è un’occasione da sfruttare, perché porterà velocemente in centro dall’aeroporto e il turista avrà a disposizione un parcheggio scambiatore comodo per entrare in città. Sì, ci sono le condizioni per uno scatto in avanti».
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