Il Tirreno

Pisa

Cavalli, affari e scherma i sogni “traditi” d’Arabia

di Mario Neri
Cavalli, affari e scherma i sogni “traditi” d’Arabia

Dall’ippica all’economia, i rapporti con gli Emirati hanno promesso molto alla città ma ancora non hanno dato i frutti sperati. Uno spiraglio il turismo con i voli al Galilei

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PISA. Sembra che amino e vogliano tutto di Pisa. Hanno messo gli occhi sul porto, il primo boeing della nuova rotta per Doha è atterrato otto giorni fa, da due anni, poi, San Rossore è una sorta colonia agostana. Se ne sono impossessati per l'Endurance lifestyle, la corsa mondiale più importante di resistenza per cavalli (pare): così l'ippodromo è occupato da tende e tendoni che custodiscono lussuosi centri benessere e una vita a cinque stelle, i viali alberati invasi dai purosangue d'Arabia e dai pick up utilizzati per far scorrazzare cavalieri e amazzoni da una parte all'altra della tenuta, piaciuta così tanto agli sceicchi da convincerli a portarsene a casa un pezzetto, trapiantando fra le palme e la sabbia del Golfo cinquecento pini nostrani.

Ora gli emiri vorrebbero anche il calcio all’ombra della Torre. E ciò che desiderano, di solito, se lo prendono. Il rapporto di forza dovrebbe rispondere ad una logica di dare e avere: a voi un po' di pineta e tramonti pisani, magari pure qualche scavo in più a Boccadarno per far passare gli yatch principeschi («Ma ci passano?», chiese Saqer Nasser Ahmed Abdullah Alraisi, l'ambasciatore degli Emirati, di fronte al plastico del porto durante una visita a ottobre che parve il preludio per l’apertura di un canale di aiuti), a noi un po' di petrodollari e ricchezza saudita. Dovrebbe. Perché per ora Pisa è la città toscana ad aver concretizzato peggio le relazioni con una delle economie più floride della Terra. Come un attaccante estroso ma un po' inconcludente o il più classico dei miraggi esotici, l'Arabia ha acceso le fantasie pisane senza ripagarle davvero, senza renderle tangibili.

Ancora troppo presto sapere cosa produrranno le galoppate di quest'anno nel parco e cosa potrà piovere dai cieli, visto che Toscana Aeroporti progetta di agganciare anche i voli di Emirates oltre a quelli del Qatar. «Solo l'indotto creato dalla presenza della famiglia reale e dal suo entourage ha messo in moto un giro d'affari da 3 milioni di euro», ripeteva l'anno scorso come un mantra Gianluca Laliscia, organizzatore dell'Endurance, quando a Pisa sono comparsi per la prima volta Hamndan bin Mohammed Al Maktoum, trentenne principe ereditiero di Dubai, e soprattutto il padre Mohammed bin Rashid Al Maktoum, primo ministro nonché governatore e signore incontrastato della città. Alla fine, stando alle stime, il frutto dell'ospitalità nel 2015 è giunto a quota 7,4 milioni con 8.340 pernottamenti. Cifre roboanti, se non fosse che Pisa sperava anche di poter intensificare i rapporti economici con gli Emirati, che invece sembrano essersi afflosciati. Se è vero infatti che gli incontri B2B propiziati dalla Camera di Commercio con gli emiri hanno permesso a 300 aziende toscane di attivare un business di esportazioni da 1,3 miliardi, è pur vero che quest'anno proprio le aziende pisane, nel complesso, hanno registrato un crollo dell'export negli Emirati pari al 31,7%.

Uno smacco, dato che in regione gli sceicchi hanno comprato. Le vendite di macchinari, per dire, sono salite del 169%. Insomma, gli arabi per ora hanno speso molto da noi per soddisfare se stessi, poco per darci soddisfazioni. Tre anni fa, ad esempio, dieci rampolli di Abu Dabi, dopo aver richiesto lezioni domestiche al campione olimpico e oggi assessore Salvatore Sanzo e alla moglie Frida Scarpa, si trasferirono per un paio di settimane a Pisa per una full immersion nella scherma pisana, poi più niente. Non sarà che gli arabi stiano facendo scontare a Pisa la reconquista dell'emirato di Sicilia.

Sì, perché da Repubblica marinara la città fu fondamentale nella disfatta mora che nel 1063 consegnò l'isola al dominio normanno. Oggi le parti sono invertite: e tutti sperano che Victor Pablo Dana sia un conquistador e non l'emissario di una fredda e amara vendetta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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