Toscana
Istigazione alla jihad Jalal ritorna in cella
PISA. Il Tribunale del riesame di Firenze ha accolto il ricorso della Procura contro la concessione degli arresti domiciliari a Jalal El Hanaoui, il marocchino di 26 anni residente a Ponsacco e da...
PISA. Il Tribunale del riesame di Firenze ha accolto il ricorso della Procura contro la concessione degli arresti domiciliari a Jalal El Hanaoui, il marocchino di 26 anni residente a Ponsacco e da mesi sotto processo davanti alla Corte d'Assise pisana con l'accusa di avere istigato alla jihad attraverso Facebook, e ne ha disposto nuovamente il trasferimento in carcere.
Il nordafricano, che si è sempre proclamato innocente e ha pubblicamente espresso più volte dichiarazioni di condanna per gli attacchi dell'Isis, era appena tornato a casa dal carcere di Prato dopo avere atteso per settimane un braccialetto elettronico che permettesse di dare attuazione alla decisione della Corte di Assise di concedergli i domiciliari e alla quale si era opposto il pm, Angela Pietroiusti.
«Le decisioni dei giudici - affermano i difensori di El Hanaoui, gli avvocati Tiziana Manocci e Marco Meoli - si rispettano anche quando non si condividono. Certo che non potremo esimerci dal ricorrere per Cassazione una volta avuta contezza delle motivazioni del provvedimento. Siamo sinceramente sconcertati per l'ulteriore durissimo provvedimento assunto nei confronti di questo giovane uomo, della cui innocenza mai abbiamo dubitato».
Jalal fu arrestato dalla Digos della questura pisana il 6 luglio 2015 nella sua abitazione a Ponsacco con l'accusa di istigazione al terrorismo tramite Facebook. Una contestazione sempre rifiutata con sdegno dal marocchino.
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