Il Tirreno

Pisa

Il Pisa non ha smarrito la grinta playoff

Il Pisa non ha smarrito la grinta playoff

La clamorosa impresa contro il Brescia di Brocchi è stata il frutto di un bel mix fra tecnica e rabbia agonistica

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Noi ci mettiamo il cuore». E' questo il messaggio che il capitano Daniele Mannini, a nome di tutta la squadra, ha lanciato forte e chiaro nei confronti della società al termine della gara di coppa Italia a Brescia. Una serata emozionante, a forti tinte nerazzurre che per almeno 90 minuti riporta squadra e tifosi a pensare solo al campo. Una vittoria per Gattuso, che è sempre in contatto con la squadra, per il popolo pisano e per loro stessi che trovano un briciolo di serenità solo quando tornano a rincorrere un pallone, proprio come quando erano bambini. Sembra una favola e probabilmente lo è.

A Brescia il Pisa ha fatto a meno degli acciaccati Crescenzi, Montella e Longhi, presente in tribuna, mancavano anche Tabanelli, Cani e Polverini e dello squalificato Eusepi, che in coppa dovrà saltare altri due match. Inoltre Scognamiglio da sabato è Novara e Merkel sta valutando alcune offerte. Sembra tutto perduto e anche alcune agenzie di scommesse non quotano il Pisa. Dall'altra parte c'è il Brescia dei giovani di Brocchi che non può abbracciare l'amico fraterno Gattuso, compagno di tante battaglie al Milan.

Il Pisa è infatti l'unica squadra senza allenatore visto che in panchina c'è il tecnico della primavera Gianluca colonnello e lo staff tecnico è ridotto ai minimi termini. Colonnello non tocca i meccanismi di Gattuso. Si gioca con il consueto 4-3-3, modulo identico a quello degli avversari. Nell'undici di partenza solo il portiere Ujkani e il difensore centrale Del Fabro sono i volti nuovi.

Per il resto si punta sul gruppo che ha conquistato la B. Lisuzzo al fianco del cagliaritano si conferma insuperabile e fondamentale per la sua grande esperienza mentre ai lati Golubovic e Avogadri concedono ben poco agli esterni lombardi Rosso e Bisoli anche con toni agonisticamente forti per essere al 7 di agosto.

Sulla mediana Di Tacchio è lo schermo impenetrabile davanti alla difesa con Verna pronto agli inserimenti e il generoso Sanseverino che garantisce tanta quantità.

Il tridente vede forzatamente l'assenza di una punta di peso ma i brevilinei Lores Varela e Peralta fanno la differenza con un Mannini stratosferico. Una squadra che sembra non aver interrotto lo splendido capitolo aperto con i playoff anche se in meno di 60 giorni ne sono successe di tutti i colori. L'inizio della gara sembrava presagio di una serata difficile con Ujkani che doveva subito compiere un difficile intervento su Bonazzoli. Il Pisa però è ben messo in campo e concede solo tiri da lontano, peraltro ben neutralizzati dal portiere kosovaro.

L'arma letale è la velocità nelle ripartenze. Da manuale l'azione del primo gol con Lores Varela che ruba palla a centrocampo e innesca Peralta che serve di prima Mannini, pronto a battere a rete di sinistro. Mannini non sente i fischi dei suoi vecchi tifosi e si prende il Psa sulle spalle giocando una gara sontuosa lasciando spazio anche a colpi di tacco e acrobazie mai fini a se stesse.

Nella ripresa Colombatto entra al posto di Sanseverino. Il giovane argentino viene impiegato come mezzala destra, lui è un regista davanti alla difesa, e convince malgrado si mangia subito un gol fatto sul solito assist di Mannini. E' suo infatti il cross in area per Verna che chiude la partita. Va bene il cuore ma questa squadra ha grandi valori tecnici e può disputare un grande campionato.

Nessuno deve rompere un giocattolo troppo bello. Erano troppi anni che Pisa non si godeva una squadra del genere. E ora anche i granata di Sannino sono avvisati: questo Pisa sa come vender cara la pelle.

Andrea Chiavacci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa