Il Tirreno

Pisa

Antenne telefoniche «Lo sconto sui canoni regalo alle compagnie»

di Daniele Benvenuti
Antenne telefoniche «Lo sconto sui canoni regalo alle compagnie»

Polemica sulla delibera che modifica la tassa sul suolo pubblico Barbuti: «Così 200mila euro di entrate del Comune a rischio»

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SAN GIULIANO TERME. «In un periodo di vacche davvero magre per le amministrazioni comunali, ci chiediamo come sia possibile che il Comune di San Giuliano possa rinunciare ad una cifra considerevole che gli spetterebbe dalle compagnie telefoniche per l'occupazione del suolo pubblico dovuta alle loro antenne».

La presa di posizione arriva dal gruppo consiliare "L'Altra San Giuliano" con il suo capogruppo Luca Barbuti. Motivo del contendere una delibera con il quale il Comune rimodula la tariffa della Cosap (il canone per l'occupazione di suolo pubblico) relativamente alle compagnie telefoniche ed alle loro installazioni. «La delibera è arrivata in consiglio comunale nell'ultima riunione del 28 luglio scorso - spiega Barbuti - dopo la discussione in commissione. Evidentemente qualcosa di strano ci deve essere stato visto che, dopo averla inserita nell'ordine del giorno del consiglio, è stata rimandata al prossimo, ci dicono, per una questione tecnica: mancava il parere dei sindaci revisori. Rimane però la sostanza e cioè che con questo atto il Comune di San Giuliano rinuncia de facto a molti soldi che incamerava attraverso la tariffa compensativa pagata dai gestori telefonici per installare e mantenere le loro antenne sul terreno pubblico. Si parla di circa 200.000 euro all'anno».

Il capogruppo della lista "L’Altra San Giuliano" spiega i motivi. «Finora le compagnie telefoniche pagavano una cifra forfettaria per le loro antenne. Adesso invece si propone di pagare la reale occupazione. Capite bene quanto poco possa pagare di suolo pubblico un'antenna, senza considerare che su quel palo si appoggiano diversi gestori. Se esiste una normativa nazionale - dice ancora Barbuti -, il Comune ha comunque gli strumenti per modulare il proprio canone senza fare regali alle compagnie telefoniche».

Barbuti sottolinea inoltre come la perdita delle entrate dei gestori telefonici si aggiunga all'ennesimo taglio dei trasferimenti del governo. «Infatti - attacca - nell'ultimo consiglio comunale, anche a San Giuliano abbiamo assistito all'ennesima variazione di bilancio per far fronte alla sparizione di parte del gettito Imu voluta in maniera strumentale dal governo e che lascia i poveri sindaci, ma soprattutto gli utenti dei servizi pubblici, in braghe di tela. Se sul versante Imu non ci è più possibile intervenire (la maggioranza che amministra ha approvato la riduzione di bilancio) - conclude - è altrettanto vero che, in merito a questo "regalo" alle compagnie telefoniche, i sindaci revisori, a cui facciamo appello, hanno ancora la possibilità di fermarlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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