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Tre società e 3 tappe per avere il via libera all’offerta d’acquisto

Tre società e 3 tappe per avere il via libera all’offerta d’acquisto

PISA. La trattativa per acquistare l'Ac Pisa 1909 deve necessariamente rispettare i passaggi societari che stanno dietro agli attuali "padroni" del sodalizio nerazzurro. Sodalizio nerazzurro che è...

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PISA. La trattativa per acquistare l'Ac Pisa 1909 deve necessariamente rispettare i passaggi societari che stanno dietro agli attuali "padroni" del sodalizio nerazzurro. Sodalizio nerazzurro che è controllato da Carrara Holding, srl creata ad hoc da Fabrizio Lucchesi prima per la scalata - sempre con Gattuso come allenatore - all'acquisto della Carrarese di Gianluigi Buffon e poi per rilevare il Pisa da Carlo Battini.

Dopo la tempesta seguita alla promozione in serie B ed il famoso "patto di Gallarate", la Carrara Holding viene acquisita interamente dalla società inglese Britaly Post. Ma a sua volta Britaly Post ha un altro controllore e cioè la Inpra Uk Limited. Quest'ultima quindi è la vera cassaforte della galassia Petroni o almeno è la società che da gennaio ad oggi ha effettuato - sempre tramite Britaly Post - i quasi 3 milioni di euro in bonifici che sono transitati dal conto corrente del Pisa aperto nella filiale di lungarno Pacinotti del Monte dei Paschi. Fabio Petroni risulta essere l'unico socio di Britaly Post, mentre in Inpra Uk Limited la maggioranza appartiene all'inglese John Edward Walker. Tecnicamente, quindi, una volta formulata l'offerta a Carrara Holding come proprietario unico del Pisa, occorrono i due successivi via libera di Britaly e Inpra. Fin qui l'aspetto tecnico, ma quanto vale la società nerazzurra? La cifra di 8 milioni di euro che Petroni avrebbe richiesto al primo contatto con il potenziale acquirente è la stessa che l'attuale presidente utilizzò come esempio nel suo comunicato di giugno in cui offriva a Lucchesi l'uscita dalla società cedendo in pegno il suo 50%. Petroni indicò proprio la cifra di 8 milioni come valore del Pisa: in caso di acquisto di Lucchesi, il direttore avrebbe dunque dovuto versare 4 milioni più la parte dei debiti mai versati fino a quel momento (1.249.942,76 euro). In caso di acquisto dell'intero pacchetto da parte di Britaly, a Lucchesi sarebbero andati 4 milioni meno i debiti non versati. Ma in quell'occasione lo stesso Petroni ammise che la cifra era puramente a scopo esemplificativo (ma guarda caso corrisponderebbe alla richiesta di questi giorni), salvo poi quantificare un reale valore della società (intorno ai 5-6 milioni) in occasione dell'accordo con lo stesso Lucchesi per l'acquisizione dell'intero pacchetto di Carrara Holding. Sicuramente una cifra tra i 5 e i 6 milioni di euro sembrerebbe congrua sia per il potenziale acquirente - che comunque si troverebbe in mano una società di serie B risanata - ma anche per il venditore. Petroni ed il suo gruppo da gennaio a oggi hanno versato nel Pisa una cifra intorno ai 3 milioni, dovendo però ancora pagare la quota acquistata da Lucchesi (si parla di 1 milione e 200 mila euro). Se così fosse Britaly Post chiuderebbe la sua avventura pisana con un successo di prestigio come la conquista della serie B e come minino un milione di utile per sette mesi di impegno.

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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