Sicurezza
Uffici delle Entrate e del catasto nell’ex Poste di via Corridoni
PISA. Negli anni è stato oggetto di occupazioni, delle proteste dei residenti e di tragici eventi. È stato indicato come possibile alternativa per ospitare i volumi della Biblioteca universitaria e...
PISA. Negli anni è stato oggetto di occupazioni, delle proteste dei residenti e di tragici eventi. È stato indicato come possibile alternativa per ospitare i volumi della Biblioteca universitaria e come luogo da espropriare e destinare alle famiglie in emergenza abitativa. Nonostante le tante alternative e le varie ipotesi di riqualificazione, per anni l’ex palazzo delle Poste è rimasto abbandonato. E in uno stato di degrado che si è fatto largo fino a qualche settimana fa, quando in via Corridoni è comparso un nutrito gruppo di operai che lavorerà almeno sei mesi per rimettere in sesto l’immobile. Europa Gestioni Immobiliari, società del gruppo Poste Italiane che «opera nel settore immobiliare per la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare non più strumentale trasferito dalla capogruppo nel 2001», ha dato il via ai lavori di riqualificazione dello stabile, che in futuro ospiterà gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e quelli del catasto. Il progetto è stato affidato alla società Aicom Engineering System ed i lavori, per un ammontare complessivo di oltre 2,4 milioni di euro, proseguiranno fino al prossimo febbraio. Una risposta che da tempo i residenti della zona aspettavano.
L’immobile è stato più volte oggetto di occupazioni e di sgradite intrusioni, ma soprattutto soggetto a frequenti allagamenti. Una criticità che è stata anche causa di una tragedia. Le abbondanti piogge del settembre 1991, trasformarono il seminterrato dello stabile in una piscina con quasi tre metri e mezzo di acqua. Il montacarichi a servizio del palazzo, era stato programmato per bloccare le discese al primo piano ed evitare i locali invasi dall'acqua. Ma i comandi non hanno funzionato quando Giacomo Venturi, caposettore esterno di 50 anni, ha usato l’impianto per scendere dal terzo piano, ritrovandosi a fine corsa immerso nell’acqua, dove è rimasto per circa quindici minuti. All’arrivo dei vigili del fuoco, questi non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’uomo per annegamento.
Negli anni ci sono stati numerosi altri episodi di allagamento, per fortuna non tragici. E sono state tante le proteste degli abitanti vicini affinché si risolvesse il problema, che i lavori di ristrutturazione metteranno probabilmente fine. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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