Il Tirreno

Pisa

Picchia e frattura il naso alla compagna

di Pietro Barghigiani
Picchia e frattura il naso alla compagna

Convivente arrestato in flagranza dai carabinieri chiamati dalla donna. L’aggressione durante una lite in casa

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. La cronaca passa e non insegna niente. Non può farlo se l’unica reazione di un uomo verso la donna con cui litiga è quella di alzare le mani. L’ultimo racconto di una vittima della sopraffazione maschile si ferma, si fa per dire, alle botte e non degenera in tragedia. Ma solo per una fatalità, stavolta positiva: l’arrivo in tempo utile dei carabinieri che arrestano lui e chiamano un’ambulanza per far ricoverare lei.

L’orrore per la morte dell’operatrice socio-sanitaria di Cisanello Vania Vannucchi - un collega di lavoro con cui aveva avuto una storia è stato arrestato con l’accusa di averla bruciata - è ancora un solco nell’anima e c’è già chi rimette in scena un copione doloroso, quello della violenza alle donne.

È successo giovedì sera in un appartamento in periferia. Non c’è emarginazione sociale nella coppia che, con ruoli opposti, diventa esempio di un fenomeno che sta diventando piaga. L’innesco è comune a tante storie consumate tra le pareti domestiche. I due litigano e, nella forza di una ragione ottusa, il compagno inizia a picchiare la convivente. Nello scontro, entrambi 52enni, di origine fiorentina, è la donna che viene sottomessa. Soccombe sotto i colpi dell’uomo che a suon di pugni le frattura le ossa nasali. Non usa oggetti per picchiarla. Gli bastano le mani per far male.

E lasciare segni e sangue sul volto della convivente. Lei si divincola, si sottrae alla furia dell’uomo con cui vive da anni e riesce a chiamare il 112. È il pronto intervento dei carabinieri che con una pattuglia del nucleo radiomobile arriva all’indirizzo riferito, tra le lacrime, dalla vittima della violenza del compagno. Quando i militari fanno irruzione nell’appartamento non hanno bisogno del racconto della donna per farsi un’idea della telefonata appena ricevuta.

Trovano il 52enne che come un forsennato colpisce la convivente stesa a terra. Il corpo rannicchiato a proteggersi dai pugni che mirano al volto. Una sequenza micidiale che le procura fratture delle ossa nasali. I carabinieri saltano addosso all’uomo e lo sollevano di peso interrompendo un accanimento prossimo allo strazio. Lo immobilizzano e lo portano in macchina in direzione della caserma. Alla donna serve un’ambulanza e dalla centrale operativa del 118 arrivano i soccorritori. Da ieri mattina è in ospedale con quasi 30 giorni di prognosi. Alle 4 di ieri il convivente, incensurato, è, invece, al Don Bosco per maltrattamenti e lesioni personali. Lo ha deciso il sostituto procuratore di turno, Aldo Mantovani accogliendo la decisione dei carabinieri. Tra stamani e lunedì ci sarà l’udienza di convalida davanti al gip, Giulio Cesare Cipolletta.

Questa volta la prontezza della vittima e la velocità di intervento dei carabinieri sono stati fondamentali per limitare i danni se non addirittura salvare una vita. Lo ripete il capitano Cristina Spina, comandante del nucleo operativo e radiomobile.

«È importante che le donne denuncino ogni episodio – afferma –. Diventa utile anche per le forze dell’ordine che, in questo modo, hanno un precedente agli atti per potersi muovere con maggiore incisività. È successo anche per questo caso. L’uomo, seppur incensurato, era già stato denunciato dalla sua compagna e questo alla fine ha pesato con la decisione di arrestarlo. Non si deve mai lasciare in sospeso una denuncia perché poi potrebbe essere troppo tardi per l’eventuale episodio successivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa