Attenzione
Anche in Coppa una gara non giocata ai tempi di Mian
PISA. Storia di una gara mai disputata. Pisa-Celta Vigo non è stata l'unica partita dei nerazzurri a non aver avuto fischio d'inizio. Uno degli esempi più illustri coinvolge curiosamente la prima...
PISA. Storia di una gara mai disputata. Pisa-Celta Vigo non è stata l'unica partita dei nerazzurri a non aver avuto fischio d'inizio. Uno degli esempi più illustri coinvolge curiosamente la prima avversaria del prossimo campionato di serie B.
Pisa-Ternana, che valeva per la Coppa Italia maggiore, era programmata per il 24 agosto 2003, praticamente 13 anni prima del prossimo esordio rossocrociato in B allo stadio Libero Liberati.
Allora ad impedire l'incontro non furono i tifosi: i calciatori umbri non si presentarono all'Arena Garibaldi per manifestare il proprio dissenso nei confronti dell'allargamento a 24 squadre del campionato di B (il cosiddetto "decreto Berlusconi") deciso per permettere il ripescaggio di Catania, Genoa, Salernitana e della Fiorentina.
Il Pisa non volle approfittare della situazione, aderendo alla protesta. Entrambe le società andarono così incontro alla sconfitta a tavolino e ad un punto di penalizzazione, autocondannandosi all'abbandono della competizione.
«La dignità è più importante della coppa», fu il commento dell'allora presidente Maurizio Mian.
A decidere di non scendere in campo fu soprattutto la squadra nerazzurra. Nel mirino il ripescaggio della Fiorentina, che da "virtuale" neopromossa in C1 saltò davanti alle compagini che, come il Pisa, avevano sfiorato la B sul campo.
Mian accettò la decisione: «Non voglio essere un padrone ma un fratello. E' giusto che chi lavora, in qualsiasi campo, dica quello che pensa. Prendo dunque atto della decisione della squadra, che non vuol giocare e non giocherà».
Il pubblico fece la propria parte in modo clamoroso e pacifico, bloccando l'ingresso alla Torre pendente e salendo sul gioiello architettonico di Piazza dei Miracoli per calare uno striscione, recante la scritta: "Diamo un calcio a questo calcio".
Straordinaria anche la manifestazione del 3 settembre 1986, scatenata da un altro mancato ripescaggio: il Pisa, inizialmente riammesso in serie A, era stato rispedito in B in favore dell'Udinese, penalizzata di 9 punti.
Romeo Anconetani si era dimesso per protesta.
Il pubblico nerazzurro rispose formando una catena umana che impedì l'ingresso sugli spalti per la gara di Coppa Italia fra Pisa e Torino, comunque disputata, anche se per oltre mezz'ora nel più completo deserto, fino alla notizia del ritiro delle dimissioni del patron triestino.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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