Sicurezza
A Marina è iniziata la spianatura della ghiaia
MARINA. Iniziati ieri mattina i lavori di spianatura delle spiagge di ghiaia nel tratto tra piazza Gorgona e piazza Sardegna. L’intervento è carico della Regione, a cui sono passate le competenze...
MARINA. Iniziati ieri mattina i lavori di spianatura delle spiagge di ghiaia nel tratto tra piazza Gorgona e piazza Sardegna. L’intervento è carico della Regione, a cui sono passate le competenze dopo la riforma delle Province. Secondo le previsioni dureranno due giorni. «Dal prossimo anno, per evitare lavori così in ritardo, faremo una convenzione con la Regione - spiega l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Andrea Serfogli - in pratica saranno girati al Comune i 30mila euro annui necessari per la manutenzione ordinaria e la gestiremo noi».
«Leggiamo con apprensione i post ed i commenti sui social della spianatura agostana delle spiagge di ghiaia sul lungomare di Marina di Pisa», scrive in una nota Maurizio Nerini, consigliere comunale di Noi Adesso Pisa. «Capiamo - prosegue - che il Pd e fronde pisane si siano sperticati in Regione per farsi sentire presso funzionari che non funzionano, dirigenti che non dirigono, con regolamenti che non ci sono, con fondi che arrivano fuori tempo massimo. La stagione è iniziata con la marea di stalli blù sparati senza confronto partecipativo sulle nostre strade, ma con arroganza e distanza dalla gente, continuata con polemiche sterili su un lungomare impossibile da chiudere fino alla sua riqualificazione, scontando la non fruibilità per mezza estate delle spiagge di ghiaia, già dal progetto non accessibili a tutti, evidenziando infine un generalizzato forte calo di presenze turistiche».
«Il tentativo di questi giorni - continua Nerini - risulta un’operazione disperata. Quindi iniziamo questo agosto con le ruspe tra i bagnanti (manco ci fosse Salvini) e con un inquinamento che nessuno mai valuterà. C’è bisogno di programmazione e di attenzione per sopperire alle attività che già faceva, male, la Provincia, perché di questo tipo di manutenzione c’è bisogno costante. Piuttosto pensiamo seriamente allo sfruttamento di questi spazi, vogliamo chiamarli Punto blu? Magari».
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