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Pisa

Bimbi persi al mare i bagnini li cercano con la chat condivisa

Bimbi persi al mare i bagnini li cercano con la chat condivisa

Nasce un gruppo su WhatsApp per scambiarsi informazioni Trentacinque gli stabilimenti balneari che hanno aderito

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TIRRENIA. Sono scene di disperazione quelle che si vedono quando un genitore non trova più il proprio bambino che, magari, fino a poco prima giocava tranquillo poco lontano dall’ombrellone o sulla battigia.

E così scattano le ricerche. Prima si guarda in tutti posti possibili e anche impensabili, e se il bambino non salata fuori allora si chiama la Guardia Costiera, i carabinieri e si comincia a telefonare agli altri bagni per sapere se è stato ritrovato un bambino con l’aria smarrita e forse piangente.

Perché, se è vero che i genitori sprofondano nella disperazione, anche i bambini, una volta che non riconoscono più niente e nessuno di ciò che gli è intorno, cadono nel vortice della paura.

L’ultimo caso di bambino smarrito e poi ritrovato risale a soli pochi giorni fa. Paura e lieto fine a coronare lunghissimi minuti di pathos.

E allora ecco che, a Sergio Sighieri, titolare del bagno Tirrenia (Tirrenia), a Daniele Colonnacchi titolare del bagno Delfino (Tirrenia) e a Paolo Carnevali, titolare invece del bagno Azzurro (Marina), è venuta un’idea: «Perché non facciamo una chat tra noi operatori e i bagnini per far fronte al problema dei bambini che si perdono sulla spiaggia. La chat chiamiamola: Sos bambini smarriti».

«L’altra sera, in questa chat che è fatta sia di amici che di colleghi – racconta Paolo Carnevali -, tra le altre cose stavamo ricordando anche l’episodio del bambino che si è perso domenica e c’è venuta questa idea. Io sono il braccio operativo di questa iniziativa nel senso che sono l’amministratore della chat e in poche ore hanno già aderito trentacinque stabilimenti con i rispettivi bagnini. Tutto quello che serve è un cellulare con un account WathsApp. Stiamo cercando di far circolare la voce tra i bagnini attraverso il passaparola come un tam tam. Naturalmente, i primi bagnini ad essere stati interpellati sono quelli degli stabilimenti del Consorzio Litorale Pisano che sono trentasei, a cui apparteniamo anche noi ideatori, ma la chat è aperta a tutti. La chat deve essere il più snella possibile – spiega Carnevali - proprio perché deve servire per ritrovare i bambini più velocemente e deve essere utilizzata solo per questo scopo, altrimenti pena l’uscita dalla chat. Anche se il fenomeno è un po’ in calo rispetto al passato, nel mese di luglio ci sono stati tre casi a Marina e a Tirrenia qualcuno in più, di bambini persi».

In caso di smarrimento, nella chat verrà specificato il nome, l’età del bambino, dove è stato visto l’ultima volta, verrà fornita una descrizione fisica e del costumino che indossa e soprattutto se è italiano perché in questi casi una lingua straniera può rappresentare una grossa barriera.

La chat però, non sostituirà i vecchi sistemi di ricerca, li affiancherà soltanto.

«Sono diventato padre di due gemelline da pochi giorni – dice fiero Carnevali -, e quindi in questo momento sono particolarmente sensibile a questa tematica, ma soprattutto, tutte le volte che sento che un bambino si è perso, non posso fare a meno di ripensare a quando è successo a mio nipote di cinque anni, che è stato ritrovato dopo un’ora a due bagni di distanza. Infatti, l’età media dei bambini che si perdono oscilla tra i quattro e i sette anni. La pena che ho provato è indescrivibile e capisco quindi tutti quei genitori che hanno la disgrazia di provarla».

Per aderire o per far aderire un collega alla chat basta scrivere privatamente all’amministratore della chat specificando il proprio nome, cognome, qualifica all’interno dello stabilimento e numero di cellulare con account WhatsApp oppure scrivendo a: consorziolitoralepisano@gmail.com.

Donatella Lascar

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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