Attenzione
Moschea, corsa contro il tempo per il “no”
Ancora in corso la raccolta di firme del comitato che si oppone alla costruzione: ne servono circa 1.800
PISA. Rivendicano «tutele e sicurezza». E per ampliare le ragioni della loro contrarietà alla costruzione di un luogo di culto islamico, inseriscono nel calderone del “no” dubbi e perplessità di tipo urbanistico, sociale ed economico, con finanziamenti che, accusano, «arriveranno anche da Turchia, Qatar e Arabia Saudita». Da vicenda locale, la futura costruzione della moschea a Porta a Lucca assume i connotati di un caso nazionale. La realizzazione del luogo di culto per i fedeli musulmani, voluto dal Centro culturale islamico di Pisa, lunedì scorso è stato al centro della trasmissione di Rete 4 “Dalla vostra parte”.
Con una diretta allestita davanti ai cancelli del Cus, a pochi metri dall’area di 4.000 mq tra via del Brennero e via Chiarugi che ospiterà la moschea, il programma condotto da Maurizio Belpietro ha accolto le ragioni di una decina di appartenenti al comitato NoMoschea, il gruppo nato per opporsi alla costruzione del luogo di culto anche attraverso un referendum cittadino. «La nostra contrarietà nasce da diversi fattori - spiega Ilaria Boggi, giovane attivista del comitato -. La moschea verrà costruita in una zona già iper popolata e in un periodo storico non adatto perché potrebbe diventare il luogo di indottrinamento di estremisti. Non siamo contro l’Islam, né contro altre religioni, ma chiediamo di posticipare la costruzione, trasparenza sui finanziamenti e di far esprimere i pisani con un referendum». Per indirlo, il comitato è al lavoro per raccogliere entro il 20 agosto le circa 1.800 firme necessarie e, anche se in affanno, si dice fiducioso di raggiungere l’obiettivo. «Abbiamo già ottenuto un primo risultato - sottolinea Gennaro Marcone, autore del testo referendario - e cioè l’istituzione del Comitato dei garanti che tutelerà tutti i cittadini, anche quelli musulmani. Il comitato ha lavorato con grande professionalità, ma poteva approvare più rapidamente il quesito. Ci ha costretto invece a raccogliere le firme nel periodo estivo».
Tra la curiosità dei passanti, il gruppo anti-moschea si è scontrato più volte con gli ospiti della trasmissione, tra cui il deputato livornese del Pd Andrea Romano. «L’Islam per la Costituzione non esiste: questa prevede che tutte le religioni debbano stringere un patto con lo Stato e l’Islam è l’unica a non averlo fatto», accusa Luca Cuccu, presidente del comitato e coordinatore regionale Forza Italia Giovani, che ha preferito rimanere lontano dalle telecamere per non trasformare in «politica quella che è una battaglia apartitica». La moschea ha però acceso uno scontro in Forza Italia. I consiglieri ed alcuni ex rappresentanti forzisti a Palazzo Gambacorti si sono schierati a favore, mentre il coordinamento provinciale ha approvato un documento di contrarietà. «Questa non è una battaglia politica - conclude Gianluca Gambini, consigliere provinciale di Fi -, ma di buon senso».
Danilo Renzullo
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