Il dolore
La delusione del silurato Freggia
Lascia con amarezza gli allenamenti: «Per me finisce qui. Ho fatto il possibile»
PISA. La speranza, l'illusione e infine la beffa. A San Piero a Grado non c'erano tanti tifosi come lunedì, ma sempre in buon numero si sono riuniti non tanto per vedere gli allenamenti ma per seguire gli sviluppi delle vicende societarie. Fin da lunedì si fa concretamente il nome di Maurizio Mian. Le speranze di una sostanziosa offerta economica a Petroni per rilevare la società sembrano concrete. A convincere Mian ci ha pensato un altro ex presidente nerazzurro, Leonardo Covarelli: «Siamo sempre rimasti in contatto. Io ho solo cercato di spingerlo a contattare l'attuale proprietà che non conosco personalmente». Covarelli parla di «debito personale nei confronti della città di Pisa. Lasciare la società a Pomponi per andare al Perugia è stato un errore gravissimo. Io non faccio nessuna trattativa, resto solo a disposizione di Mian».
Poco prima delle 16 al Cus iniziano ad arrivare i giocatori al gran completo. Il clima non è ovviamente al massimo ma anche loro sperano in una svolta. Si sparge la voce che Maurizio Mian è il nuovo presidente onorario del Pisa. La notizia diventa ufficiale e un po' tutti sperano che quell'onorario sia un titolo provvisorio e che all'orizzonte ci sia l'acquisto del Pisa. Poco dopo le 16.30 il vicepresidente nerazzurro Giancarlo Freggia esce dal cancello principale dei campi del Cus a San Piero a Grado, commentando a caldo i primi sviluppi della vicenda, gelando i presenti in trepida attesa: «Spero che quanto sia uscito fuori non venga confermato. La società non è in vendita. Petroni ha designato Mian presidente onorario, ma di fatto non si parla di trattativa. La proprietà resta al 100% a Britaly Post».
Grande delusione a livello personale per l'ormai ex vicepresidente del Pisa: «Ho telefonato a Maurizio MIan e mi ha risposto l'avvocato Taverniti. Mi ha detto di preparare le valigie. Io non gli regalo questa soddisfazione e mi dimetto appena tutto sarà confermato». Freggia torna al campo e dal cellulare cerca notizie in continuazione. La squadra intanto è all'oscuro di tutto e si sta allenando con il tecnico della Primavera Colonnello. Intorno alle 18 dalla tv arrivano le parole di Taverniti che confermano le notizie che gli sportivi stanno seguendo sugli smartphone: «Mian ci darà una grossa mano a raggiungere obiettivi importanti. Gattuso è un capitolo chiuso».
In contrasto anche con le dichiarazioni del nuovo presidente onorario al portale Tuttomercatoweb: «Il mio primo tentativo sarà quello di far rientrare Gattuso in panchina». Ma anche lui pare poco convinto. Quanto detto la sera prima dal tifo organizzato è stato chiaro: o si riparte da Gattuso o non si gioca più all'Arena. Poco dopo Freggia torna a parlare e lo fa con toni decisamente sconsolati: «Per me finisce qui. Io ho fatto il possibile e ringrazio tutti voi che mi avete sempre sostenuto. Per me è una delusione totale. Noi sponsorizzavamo Mian, era la nostra speranza per comprare il Pisa». La situazione appare irrimediabile. Arriva anche il comunicato ufficiale del nuovo Cda, con la notizia che Fabrizio Lucchesi resta come direttore generale. Per Freggia è un altro brutto colpo: «Ognuno fa le sue scelte ma sono deluso dal suo comportamento. Oggi era a colloquio con la squadra». Adesso si attende proprio una risposta da parte dei giocatori che hanno fatto capire fin da domenica che vogliono solo Gattuso e non si fidano assolutamente di questa proprietà. Freggia conferma: «Gattuso è l'unico che ha pagato gli stipendi. Per il resto solo tante parole e pochi fatti».
Finiscono gli allenamenti e i giocatori escono con i musi lunghi e nessuna voglia di parlare. Anche i tifosi tornano a casa delusi.
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