Sicurezza
Flaconi e reti da pollaio nello stomaco della balena di Calambrone
La scoperta durante l'opera di sezionamento del grosso cetaceo, lungo circa tredici metri, che lunedì pomeriggio si è spiaggiato accanto al bagno La Siesta
CALAMBRONE. Della carcassa del grosso cetaceo che lunedì 1 agosto si è spiaggiato sull’arenile di Calambrone accanto al bagno La Siesta, ormai non è rimasto altro che una grossa chiazza scura sulla sabbia e un cattivo odore che persisterà ancora qualche giorno. L’animale era lungo circa 13 metri e prima di procedere allo smaltimento è stato necessario sezionarlo. Quest’operazione è stata fatta nella stessa serata di lunedì e si è protratta fino verso mezzanotte.
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«Si trattava di un capodoglio maschio - spiega Cecilia Mancusi, biologa del settore marino dell’Arpat di Livorno -, già in avanzato stato di decomposizione, doveva essere morto almeno da una settimana e non aveva segni di eliche o altro. I veterinari dell’Istituto Zooprofilattico di Pisa hanno prelavato campioni di organi e di tessuti per svolgere le indagini di routine, ma è molto probabile che questi non diano esiti interessanti perché la decomposizione era troppo avanti».
Al sezionamento, oltre all’Arpat e ai veterinari, erano presenti la Capitaneria di Porto e la protezione civile che hanno montato le fotocellule con i generatori in modo da illuminare l’area dell’operazione. A portare via i resti dell’animale è stata poi stata chiamata la ditta Petracchi di Livorno che è specializzata in questo tipo di smaltimento.
La parte di spiaggia dove si è arenata la carcassa, rimarrà transennata fino a quando non vi sarà messa sabbia asciutta nel punto dove si trovava la balena e un’ordinanza del Comune, da ieri mattina, ha vietato la balneazione in quell’area perché il sezionamento avrebbe potuto comportare il rilascio in mare di materiale organico. «Abbiamo prelevato il contenuto dello stomaco - riprende a spiegare la dottoressa Mancusi – dove abbiamo trovato, oltre a resti di calamari e totali, flaconi, un imbuto, pezzi di rete da giardino e da pollaio, ma anche un grosso ammasso di lenza con numerosi ami.
La denuncia del Wwf Livorno
Dall’inizio dell’anno questo è il primo cetaceo di grosse dimensioni che si spiaggia in Toscana. L’evento verrà registrato negli archivi della biodiversità della Regione che poi lo trasmetterà al Ministero, dato che questi sono animali protetti e qui davanti abbiamo il santuario dei cetacei. Devo dire che tra i curiosi c’erano anche tanti bambini per niente spaventati, che domandavano cosa ci fosse dentro alla balena».
Il primo ad avvistare la balena è stato Alessio Melosi, bagnino dello stabilimento La Siesta, che ha notato in mare una chiazza scura, ma non riuscendo a distinguere bene di cosa si trattasse neanche con il cannocchiale, ha deciso di andare a vedere con il sup (la tavola con un remo). «È stato veramente coraggioso - racconta Diva Giannelli titolare del bagno -, perché la balena poteva anche essere viva. Erano circa le 14.30. Avevamo concordato un segnale nel caso si trattasse di un animale morto e non appena ce l’ha fatto, abbiamo chiamato subito la Capitaneria di Porto che ha poi aspettato che la carcassa si arenasse. Ci ha messo circa un’ora ad arrivare a riva e meno male che è finita sulla spiaggia libera altrimenti i costi di smaltimento, circa 30mila euro, sarebbero stati a carico nostro. C’è stato cattivo odore per tutto il giorno e qualche cliente se n’è anche andato. È stata una scelta giusta sezionare la carcassa di sera, sarebbe stato brutto da vedersi e chissà che fetore».
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