La manifestazione
Piazza Duomo a prova di Nizza
Pilomat ai quattro accessi: via Maffi, Manin, Santa Maria e Arcivescovado
PISA. Neutralizzare qualunque ipotesi di un possibile “effetto Nizza”. L’immagine del camion lanciato sulla Promenade des Anglais la sera del 14 luglio che stende come birilli i passanti e ne uccide 84 è diventata l’emblema del terrore saldato alla vulnerabilità delle potenziali vittime indifese.
Se nel terrorismo il rischio zero non esiste, prendere delle precauzioni può aiutare almeno a contrastare la paura.
È ispirata al principio della prevenzione la richiesta al Comune formalizzata dal comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico di installare nei quattro accessi a Piazza dei Miracoli i pilomat a scomparsa.
Nati come dissuasori della sosta, nel tempo la funzione degli ostacoli per auto e camion si è trasformata in un perimetro protettivo.
L’invito a Palazzo Gambacorti di procedere al cantiere, con probabile partenza a settembre, è maturato nel corso delle riunioni del comitato guidato dal prefetto Attilio Visconti.
Dopo i fatti di Nizza l’esposizione di luoghi o spazi aperti ha alzato l’asticella delle preoccupazioni di chi si occupa di sicurezza. E, di conseguenza, ha stimolato risposte in grado di assicurare una forma di tutela.
L’idea è semplice. In un piazza dove si stima un passaggio di circa 6 milioni di persone l’anno con una provenienza da Olimpiade del turismo, viene naturale pensare che possa diventare un bersaglio per i terroristi.
La facilità con cui il camion è entrato nel corso principale per falciare le vittime a Nizza è stata trasferita e idealizzata in Piazza Duomo. Un folle, non necessariamente targato Isis, con un’auto o un furgone sarebbe in grado di fare un mattanza. E allora se non è possibile bloccare in anticipo un pazzo si può, comunque, rendergli difficile l’impresa criminale o dimostrativa.
I varchi dove saranno messi i pilomat sono quattro, quelli che affacciano sulla piazza: via Santa Maria, piazza Arcivescovado, via Cardinale Maffi e piazza Manin.
I dissuasori saranno del modello a scomparsa per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso.
Le superfici sono di pertinenza comunale, mentre per partire con i lavori sarà necessario anche il via libera dell’Opera della Primaziale, l’ente che gestisce i gioielli di Piazza dei Miracoli.
«Dopo Nizza il sistema di sicurezza nell’area è stato rinforzato – spiega il questore, Alberto Francini –. Ogni giorno, ventiquattr’ore su ventiquattro tra polizia, militari e municipale, almeno una trentina di persone vigilano sulla piazza».
Ci sono i posti fissi con le volanti e la municipale oltre al presidio dell’esercito fornito dall’operazione “Strade sicure”.
Più le telecamere a monitorare volti e movimenti. E in aggiunta i metal detector che svolazzano attorno a chi vuole salire sulla Torre. Fino ad ora l’impegno più gravoso è quello di tenere a bada l’esercito delle borseggiatrici che appare e scompare seguendo il flusso dei turisti. Ma nell’apparente normalità dei visitatori che si godono lo splendore di un luogo ammirato nel mondo, la sicurezza viene garantita senza ostentazione. In attesa dei dissuasori agli accessi che portano in piazza.
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