Sicurezza
Gattuso se ne va dissidi insanabili con la società
Il club: «Lo avevamo accontentato in tutto» Intanto Covarelli chiama Maurizio Mian
PISA. Ventiquattr’ore prima, ricevendo il premio “Il Guerriero Pisano”, si rammaricava, comprensibilmente, perché «ogni giorno ce n’è una», intesa come magagna nel Pisa. Ma quella successiva l’ha servita proprio lui.
Rino Gattuso infatti da ieri non è più l’allenatore del Pisa. L’ex campione del mondo ha reso noto di aver presentato, insieme con il suo staff, le sue «dimissioni irrevocabili» dall’incarico di tecnico dei nerazzurri, ancora freschi di festeggiamenti per la B. Alla base della decisione «gravi, costanti e inaccettabili problemi societari, che impediscono una corretta e seria condizione lavorativa».
Lo ha detto prima ai giocatori, poi al dg Lucchesi, lasciandolo di stucco, almeno per la velocità dei tempi. La notizia ha iniziato a circolare ieri mattina, poi è diventata ufficiale con un comunicato del tecnico, amatissimo dal pubblico nerazzurro per lo splendido campionato della passata stagione, inviato alle agenzie di stampa.
Nella sua nota l’ex calciatore del Milan parla di «scelta molto dolorosa». Gattuso ha detto di «non avere alternative: problemi nuovi e quotidiani hanno continuato ad assommarsi. Ora le ambiguità all’interno del club e nella sua gestione hanno decisamente oltrepassato il limite. Avevo sperato che la situazione si potesse superare attraverso il lavoro sul campo e la dedizione. Ho purtroppo dovuto constatare che la mia era un’illusione». Per il tecnico «l’attuale condizione del club non offre alcuna prospettiva. Far finta di niente sarebbe irresponsabile, soprattutto nei confronti della città e dei tifosi, che non lo meritano. Ho dunque giudicato doveroso prendere le distanze da una gestione che non appare in grado di garantire al club non solo un futuro, ma anche un presente senza incognite extra sportive».
Infine un saluto alla città: «Serberò sempre un ricordo magnifico di questa esperienza, la più esaltante della mia ancora breve carriera da allenatore e tra le più belle in assoluto della mia ultraventennale vita nel calcio».
Dopo un primo comunicato dell’avvocato Taverniti, membro del cda, il Pisa ha replicato in serata con una lettera della società: «Non riusciamo a comprendere quali possano essere le problematiche “organizzative” dal momento che lo stesso mister Gattuso ha determinato attraverso sua personale indicazione tanto la scelta dello staff (tecnico ed organizzativo) che il relativo programma, essendosi svolta tutta la fase di preparazione senza intoppo alcuno».
«Ancor meno comprendiamo le doglianze di tipo programmatorio, se si considera che, nell’allestimento dell’organico il club ha aderito ad ogni desiderata dello stesso tecnico, fino a dotarsi ad oggi di un numero elevato di calciatori, con esplosione dei costi ben oltre gli obblighi previsti dalle normative federali e relativa esposizione del club. Il club, con grandi sacrifici, ha avallato finora tutte le scelte del suo allenatore, procedendo nondimeno a dotarsi di una struttura gestionale professionale e competente». E ora? Il progetto-Pisa «proseguirà con serietà e coerenza per rispetto alla città ed ai tifosi confidando nelle capacità e nella professionalità di Fabrizio Lucchesi».
A Pisa è stata una giornata lunga e convulsa. Conclusa peraltro con un colpo di scena: oggi l’ex presidente Leonardo Covarelli dovrebbe incontrare Maurizio Mian, forse per cercare di convincerlo a comprare un club di calcio, insieme ad altri soci. E il club potrebbe essere proprio quello nerazzurro. Intanto il sindaco Marco Filippeschi in una nota definisce la città «attonita» per quanto accaduto, ribadendo alla società, pur in una situazione «che si spiega male», il rispetto di tutti gli impegni.
AltrI servizi a pag. 9
e nello Sport
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
