Il lutto
Salvano recluso dal suicidio ma il detenuto poi li picchia
PISA. Lo salvano da un tentativo di suicidio e vengono pure picchiati dall'aspirante suicida. Protagonisti dell'episodio, l'ennesimo al Don Bosco, due agenti della polizia penitenziaria. La denuncia...
PISA. Lo salvano da un tentativo di suicidio e vengono pure picchiati dall'aspirante suicida.
Protagonisti dell'episodio, l'ennesimo al Don Bosco, due agenti della polizia penitenziaria. La denuncia arriva dai sindacati del Sappe, per voce del segretario regionale della Toscana Pasquale Salemme e della Uil Penitenziaria.
«Protagonisti due detenuti della sezione detentiva Prometeo, che all'apertura delle celle, verso le 8.30, hanno dato vita a una violenta colluttazione tra di loro, sedata dall'immediato intervento degli agenti di polizia penitenziaria - riporta il Sappe -. Subito dopo, uno dei due, ha tentato di impiccarsi in cella ma è stato salvato dal nuovo tempestivo intervento degli agenti. Eppure, nonostante tutto questo, sempre questo detenuto, (affetto da disabilità, ndr) mentre veniva accompagnato in infermeria, colpiva con calci e pugni due poliziotti, costringendoli a ricorrere alle cure del pronto soccorso ospedaliero (7 giorni di referto). A loro va la nostra solidarietà, ma la situazione è allarmante».
Donato Capece, segretario generale del Sappe sollecita ministro e capo del Dap a intervenire: «Quella di Pisa è l'ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di un detenuto ai danni di alcuni poliziotti penitenziari, ai quali va la nostra solidarietà. Ma quel che è successo - prima la violenta colluttazione tra i detenuti, poi il tentato suicidio sventato dai poliziotti di uno dei due e infine l'aggressione al personale di custodia - dimostra come la situazione nelle nostre carceri resta allarmante, nonostante si sprechino dichiarazioni tranquillanti sul superamento dell'emergenza penitenziaria: la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. La tensione tra le sbarre delle celle resta palpabile. E' solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei reparti di polizia Penitenziaria della Toscana e di Pisa in particolare».
Per la Uil Penitenziaria l'episodio «conferma ancora una volta come, la violenza subita dalla polizia penitenziaria, sia e rimanga un dato disarmante che incredibilmente passa sottotraccia. L'agente in sezione è lo Stato, e rappresenta lo Stato. Ciò posto oggi possiamo affermare che lo Stato nelle galere è preso a calci, pugni e schiaffi. Solo, abbandonato ed ignorato. Nonostante questo i baschi blu continuano a salvare vite ed a subire umiliazioni. Questa è la verità, la tragica, nuda e cruda verità».
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