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L’imam scrive a Benotto «Lontani dai criminali»

L’imam scrive a Benotto «Lontani dai criminali»

Dal presidente del centro culturale islamico di Pisa un messaggio di condoglianze e vicinanza all’arcivescovo dopo la barbara uccisione del sacerdote in Francia

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PISA. «Un vile atto criminale». Non è solo un messaggio di condoglianze e di vicinanza a tutta la comunità cattolica. La lettera inviata dal presidente del centro culturale islamico di Pisa Mohammad Khalil all'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto è anche una risposta a chi accusa le comunità musulmane di non prendere le distanze dai gruppi di terroristi che seminano orrore e morte. Dopo essere più volte scesa in piazza per esprimere solidarietà ai Paesi colpiti dagli attentati, per denunciare e ribellarsi contro chi commette atti di terrore in nome di un Dio, questa volta la comunità islamica pisana si stringe a quella cattolica in modo silenzioso. Lo fa con una lettera di condoglianze inviata all'arcivescovo Benotto dopo l'uccisione di padre Jacques Hamel per mano di due giovani che si sono dichiarati "soldati" del sedicente Stato islamico (Is).

«Le scrivo per esprimere le nostre condoglianze per l'uccisione del sacerdote che stava celebrando la messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, in Francia. Un vile atto criminale. Non ci sono parole per descrivere l'orribile e gravissimo gesto compiuto da persone prive di religione. Questi immondi, malvagi, criminali che tentano in ogni modo di creare una guerra religiosa, loro che sono estranei a tutto ciò», scrive Khalil a nome di tutta la comunità islamica pisana, che fa sue le parole di papa Francesco aggiungendo ancora maggior significato al messaggio di vicinanza e solidarietà indirizzato all'arcivescovo di Pisa e all'intera comunità cattolica. «Come precisa il papa: “Questa non è una guerra di religione”. Chi commette atti criminali e bestiali in nome dell'Islam, non ne conosce i veri insegnamenti e i veri principi. Il Profeta dell'Islam Muhammad disse: chi offende un credente cristiano o ebreo è come se avesse offeso me e per questo sarò suo avversario il giorno del Giudizio», prosegue la lettera del presidente del centro culturale islamico, che auspica di continuare il lavoro comune avviato dalle due comunità religiose per cercare di sradicare l'odio dalla nostra società. «Speriamo di poter lavorare tutti insieme per il bene di tutta l'umanità, proseguendo con il nostro dialogo. Ora più che mai ne abbiamo bisogno - conclude Mohammad Khalil -. Preghiamo affinché la ragione prevalga sulla malvagità, per la convivenza civile, pacifica e rispettosa di tutti e con tutte le loro differenze».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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