Il Tirreno

Pisa

Due preti e un quartiere prigionieri dei vandali

di Danilo Renzullo
Due preti e un quartiere prigionieri dei vandali

Allarme dal giardino della chiesa Immacolata Concezione di Maria

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PISA. Più che un'area giochi e di aggregazione, il giardino della chiesa Immacolata Concezione di Maria è diventato il parco divertimenti di un manipolo di vandali. Che ai danni materiali arrecati a quell'area verde risistemata e periodicamente curata da un gruppo di volontari, intervallano azioni sacrileghe. Fatte di atti osceni, bestemmie e insulti.

È una denuncia che parte dall'esasperazione di chi vede finire in frantumi quel lavoro collettivo portato faticosamente avanti per trasformare un'area fino a pochi anni fa in stato di abbandono in un luogo di ritrovo e aggregazione per il quartiere. Ma anche un monito alle famiglie ad educare i propri figli al rispetto del bene e dei beni comuni. Anche - e soprattutto - a tutela della propria incolumità, visto che uno dei principali passatempi praticati dal gruppo di vandali (una decina, quasi tutti minori e quasi tutti del quartiere) che ha preso di mira la chiesa de I Passi è una sorta di parkour, la "disciplina" che consiste nel superare qualsiasi ostacolo metropolitano che si trova lungo un percorso prestabilito, che il gruppetto di ragazzi ha riadattato a modo suo, "divertendosi" ad arrampicarsi sul tetto dell'edificio di culto per poi saltare da un'altezza di almeno tre metri nel giardino sottostante, dove continuare l'opera di vandalismo scagliandosi contro le strutture e le attrezzature presenti nel parco.

Ammontano almeno a quattromila euro i danni provocati dagli ultimi passaggi del manipolo di giovani, che a più riprese hanno abbattuto tutti i lampioni (una decina) che illuminavano il vialetto di ingresso alla struttura religiosa di via Cuoco, per poi accanirsi contro la scenografia in vetro - finita completamente in frantumi - allestita sul piccolo palco utilizzato per spettacoli musicali e teatrali. Stesso destino subito da una porta, forzata e resa inutilizzabile, e da una fontana usata per la manutenzione dello spazio verde che, nonostante l'immediata riparazione, dovrà essere chiusa perché lasciata continuamente aperta durante i "blitz" notturni. Che pian piano stanno vanificando il costante lavoro di una decina di volontari che tre anni fa ha deciso di restituire alla comunità quell'area a verde con l'obiettivo di offrire uno spazio di ritrovo e di svago al quartiere. Un recupero interamente finanziato con risorse proprie e con parte delle offerte lasciate dai fedeli.

«Dispiace vedere che c'è qualcuno che si diverte a rovinare il lavoro esemplare portato avanti dal gruppo di volontari», commenta amareggiato don Carlo Campinotti, che alla devastazione risponde con un segno di apertura. Morale e materiale. Nonostante l'escalation di danni, non è stato previsto, né lo sarà in futuro, un sistema di protezione (se non per una minima parte che è stata recintata) a difesa dell'area verde. Né inferriate, né cancelli. «È contro la nostra idea di chiesa, accogliente e aperta a tutti», prosegue don Campinotti, parroco anche della chiesa di Santo Stefano extra moenia di Porta a Lucca, arrivato a I Passi tre anni fa per sostituire don Egidio Trivico, parroco "emerito" della chiesa di via Cuoco. Ed è proprio contro l'anziano prete che il gruppo di ragazzi sembra essersi accanito. Con danni materiali, provocati spesso alla sua auto (pneumatici forati e tergicristalli distrutti), alternati ad azioni sacrileghe: insulti e bestemmie urlate nei pressi delle finestre della canonica dove don Trivico abita e “attività sessuali” praticate tra la vegetazione esterna. «Da qualche mese è diventato un posto invivibile. Sono ormai sequestrato in casa», lamenta l'anziano prete che già negli anni Novanta dello scorso secolo finì nel mirino di un (ex) gruppo di vandali. Una sorta di déjà vu, approdato anche sull'altare. Durante un'omelia dei giorni scorsi, don Campinotti ha denunciato quanto accaduto, invitando i genitori a stare più attenti e a seguire maggiormente i propri figli, ma non lo farà alle forze dell'ordine, preferendo l'educazione alla repressione. Per martedì pomeriggio, il parroco, insieme al presidente del comitato de I Passi Michele Fabozzi, ha convocato un incontro con i giovani del quartiere, nel quale più che iniziare una caccia ai responsabili cercherà di sensibilizzare i ragazzi al rispetto dei beni comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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