Gioco
«Un boato, poi la fuga» La paura degli sfollati
Nel condominio di via Prinetti c’erano state delle cadute di tegole dal tetto Uno degli evacuati: «Un grande spavento, rientreremo tra qualche giorno»
PISA. L’antipasto di quello che poi è stato servito di schianto giovedì sera lo avevano avvertito qualche giorno prima.
«Sentivo dei rumori, come se cadesse qualcosa» ha riferito l’inquilina dell’appartamento al di sopra del quale il tetto è crollato in un paio di punti provocando l’evacuazione dell’esatta meta del palazzo di quattro piano in via Prinetti 25 alle Piagge.
A vederla dall’alto la copertura del condominio sembra un lenzuolo imbarcato. Per implosione il tetto è venuto giù. Un cedimento che ha indotto vigili del fuoco e protezione civile del Comune a dichiarare l’inagibilità dei tre appartamenti in corrispondenza della porzione di copertura danneggiata. Gli altri tre alloggi, nell’ala est dell’edificio, non hanno avuto conseguenze e sono agibili.
Le tre famiglie interessate al provvedimento di evacuazione sono state ospitate da parenti.
Claudio Rossi vive al piano terra. «Per fortuna non eravamo in casa – dice –. Quando siamo rientrati abbiamo visto i vigili del fuoco intorno al palazzo. La signora anziana che abita proprio in corrispondenza del tetto crollato ha avuto un grande spavento. “Ho sentito un boato” ci ha detto mentre la portavano via. Qualche giorno prima aveva sentito qualche rumore strano. Come se qualcosa cadesse a terra». Segnali che con il senno di poi vanno interpretati come campanelli d’allarme del crollo di giovedì sera.
«Al momento solo i tre appartamenti del lato ovest dell’edificio sono inagibili – prosegue Rossi –. Possiamo entrare a prendere le nostre cose solo con la presenza dei vigili del fuoco o di personale della protezione civile. Ci hanno detto che nel giro di tre-quattro giorni dovremmo poter rientrare in casa». Sui terrazzi degli alloggi ci sono ancora i panni stesi. Dentro e fuori tutto è rimasto cristallizzato alle 20,10 di giovedì quando il fragore delle tegole franate
L’immobile nasce nel segno dell’edilizia popolare, ma dei sei appartamenti solo uno è rimasto di proprietà di Apes ed è quello della famiglia di Claudio Rossi. Gli altri sono stati riscattati nel tempo o acquistati dopo essere usciti dal patrimonio dell’azienda per l’edilizia popolare. Tecnici di Apes ieri mattina hanno svolto un primo sopralluogo per capire l’entità del danno. Il condominio è coperto da assicurazione.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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