Sicurezza
Tra i pub della movida bici d’epoca in vendita
PISA. Antonio e Yari sono una bella squadra, anzi sono La Belle Equipe. Il Giro d’Italia del 1945, il Tour di Francia del 1965 passano da via Mercanti con i vari Merckx, Coppi, Girardegno....
PISA. Antonio e Yari sono una bella squadra, anzi sono La Belle Equipe. Il Giro d’Italia del 1945, il Tour di Francia del 1965 passano da via Mercanti con i vari Merckx, Coppi, Girardegno. Sembrerebbe proprio così nel varcare la soglia del nuovo negozio di biciclette vintage e contemporanee a marchio Bianchi, sorto lì nel cuore della movida, in via Mercanti, dove il fondo vuoto era visto con preoccupazione dai residenti temendo l’apertura dell’ennesimo pub.
Anche perché la vetrina de La Belle Equipe era tappezzata di fogli cartonati con scritti a pennarello centinaia di nomi. La suspence l’avevano creata. «Sono nomi di battesimo di ciclisti», dice Antonio, 31 anni, laureando in ingegneria e lucano.
«Prima di tutto siamo ciclisti - dice Yari - ed è così che ci siamo conosciuti: l’uso quotidiano del mezzo ci ha fatto capire che la bicicletta non è un vezzo, ma una necessità ed è una scelta eticamente giusta». È proprio così che nasce La Belle Equipe; non solo un negozio di vendita e riparazioni, più una sorta di “hub” per chi pedala, dove si può trovare una bicicletta usata, ma anche una compagnia per pedalare o consultare libri sul ciclismo. «La nostra è una piccola realtà indipendente con due anime - dice Antonio -: una attenta alle esigenze del ciclista contemporaneo, sia urbano che competitivo, e una attenta alla promozione e salvaguardia del ciclismo d’epoca, vero patrimonio della nostra cultura contemporanea».
La Belle Equipe fornisce anche un servizio domiciliare di riparazione della bici. «Siamo in piena Ztl - dice Yari - quindi alcuni hanno difficoltà a portarci la bicicletta in caso di riparazione. Per risolvere questo problema andiamo a prendere le bici a domicilio, le portiamo in officina e le riconsegniamo senza costi aggiuntivi».
Le biciclette storiche stanno vivendo una sorta di revival grazie a manifestazioni come L’Eroica di Gaiole in Chianti dove più volte hanno partecipato Antonio e Yari. Il Giro d’Italia è arrivato alla sua 99ª edizione e solo questo dato la dice lunga sull’importanza che la corsa rosa ha nel nostro Paese.
Buzzati scriveva: «Serve una faccenda stramba come il Giro d’Italia? Certo che serve: è un caposaldo del romanticismo assediato dalle squallide forze del progresso».
«E proprio per festeggiare quest’evento abbiamo scelto di regalare ai nostri clienti una borsa ufficiale del Giro con l’acquisto di un capo d'abbigliamento. Anche per il Tour de France faremo senz’altro qualcosa», anticipano dalla Belle Equipe. Appese alle griglie del negozio, “scalpitano” bici storiche pronte a riassaggiare la polvere, il fango, il pavé, pronte a diffondere nell’aria lo “sgranare” dei rocchetti, moltipliche e cambi Campagnolo.
«La bici più storica che abbiamo è una Legnano da corsa del 1945, con il cambio a due stecche - dice Antonio- . È in pratica la bici con cui Bartali vinse il suo secondo Tour de France: quando il grande Gino fece “riappacificare” l’Italia, in tumulto dopo l’attentato a Togliatti».
Nel 2014 Yari ed Antonio hanno “vinto” lo scudetto oro del Giro d’Italia d’epoca, ovvero il circuito che riunisce le più importanti ciclostoriche nazionali. Ora la “sfida” alla movida, usando la tradizione.
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