Sicurezza
Prigioniero in auto a 5 mesi: salvato
Un guasto all’impianto elettrico aveva bloccato gli sportelli Lieto fine con un poliziotto che ha rotto un finestrino
PISA. Un guasto alla chiusura centralizzata e il terrore è comparso negli occhi della mamma.
Lei fuori dalla Volkswagen Touran, impotente e disperata. Lui, il bimbo di 5 mesi, sul sedile posteriore, “prigioniero” inconsapevole nell’abitacolo sotto una canicola da 30 e passa gradi.
Lo spettro che compare come il più indicibile dei dolori nelle menti di una coppia, si è materializzato ieri intorno alle 16 in via di Pratale.
Un tempo ridotto di attesa trasformato in un calvario per il genitore a pochi centimetri da quello scricciolo indifeso esposto al rischio di un choc termico che solo al pensiero lascia sgomenti.
Il lieto fine in una storia che la cronaca recente ha declinato in tragedia per la sorte della piccola Gaia di Vada è arrivato con il volto dei poliziotti delle due volanti che si sono precipitate a tutta velocità in via di Pratale.
Dalla segnalazione dell’emergenza alla liberazione del piccolo sono passati pochi minuti. La telefonata della mamma presa dal panico è stata sufficiente per inviare sul posto con la massima priorità le volanti in zona. Poi un agente, con un martelletto rompivetro, ha rotto un finestrino scongiurando un epilogo a cui nessuno voleva nemmeno credere. La situazione, pur nella sua potenziale gravità, era, comunque sotto controllo. Nessuna dimenticanza con relativa corsa riparatrice. L’imprevisto è stato gestito in diretta e senza ritardi nel lanciare l’Sos ai soccorritori.
Il piccino non ha mai sofferto, anche se a quella temperatura, carica di umidità e decuplicata in calore nell’abitacolo, non avrebbe potuto resistere a lungo senza dare segnali di insofferenza.
Vetro rotto, auto areata e, soprattutto, il piccino nelle braccia della mamma sano e salvo.
All’origine del blocco improvviso un probabile guasto all’impianto elettrico. L’auto è andata per conto suo per uno di quei misteri dei circuiti elettrici facendo scattare la chiusura centralizzata di sicurezza. Le porte non si aprivano più e dentro l’auto c’era il bimbo.
La Touran non si è trasformata in un forno fatale. Non ne ha avuto il tempo. Il destino, stavolta, non si è voltato dall’altra parte e il piccino di 5 mesi magari neanche si sarà accorto di quanti hanno trepidato per la sua sorte.
Pietro Barghigiani
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