Sicurezza
Ex Draga all’asta servono tre milioni
L’immobile in vendita nel fallimento della Fondiaria Paradisa
PISA. Dall’abbandono alla probabile rinascita. Sempre che ci sia qualcuno disposto a tirare fuori 3 milioni di euro.
Anzi, 3 milioni e 50mila euro e solo per avere la proprietà dell’edificio su cui poi dover investire altri soldi per completare il progetto.
È la cifra fissata dal Tribunale per la vendita competitiva dell’ex Draga sul lungarno Guadalongo-piazza Don Minzoni.
Uno dei pezzi pregiati del fallimento della Fondiaria Paradisa del 2014. Lotto di valore, ma anche ferita al decoro urbano proporzionale come sgradevolezza estetica all’ampiezza della costruzione.
La perizia immobiliare traduce in numeri uno dei palazzi diventati il simbolo del degrado a ridosso del centro.
Per volumetria e collocazione, l’ex ristorante, ma anche concessionaria d’auto nelle sue diverse vite negli anni in cui aveva una destinazione, è un graffio all’urbanistica cittadina. Che diventa calamita di balordi e delinquenza di piccolo cabotaggio per traffici che è meglio gestire in luoghi riparati.
Al posto delle stanze da abitare - il progetto prevedeva 21 appartamenti - in quei 10.000 metri cubi di scheletro fatto di cemento e mattoni degno di una periferia degradata, nel corso degli anni sono stati ricavati anfratti dove spacciatori e tossici hanno allestito le loro personali sale per drogarsi. Progetto ambizioso quello che nel 2011 prese il via con ruspe e betoniere. Inghiottito nel gorgo della crisi edilizia, il cantiere è finito tra i beni da vendere per saldare parte dei numerosi creditori della società messa in ginocchio da un mercato che non ha risparmiato realtà ben più solide.
Il risultato del crac della Fondiaria Paradisa è un monumento abitato da fantasmi che lo hanno usato come ricovero per trattare eroina o trovare riparo per la notte. I tamponamenti in muratura degli accessi si sono rivelati utili, ma non risolutivi.
Il 6 settembre nello studio del curatore, Franco Mannucci in via Tosco Romagnola a Pontedera, saranno aperte le buste con le offerte da presentare entro le 12 del giorno prima.
Se ci saranno più proposte, ritenute valide, si procederà nell’immediato ad una gara tra i presenti, partendo dall’offerta più alta.
Nel caso in cui, invece, non ci fossero le condizioni per assegnare il bene sarà il Tribunale a fissare una nuova data applicando al valore dell’ex Draga un ribasso di almeno il 20 per cento.
Prezzo calante per aumentare la platea dei potenziali compratori.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
