Il dolore
«Difendiamo la Camera di Commercio»
Mobilitazione di istituzioni e sindacati: posti di lavoro a rischio con la riforma del sistema
PISA. Dipendenti e sindacati promettono battaglia, le istituzioni auspicano un passo indietro del governo. La riforma del sistema camerale manda in fibrillazione la Camera di Commercio. Ieri, in concomitanza con la pubblicazione del testo definitivo del decreto sul riordino del sistema camerale, i lavoratori della Camera di Commercio di Pisa (come i colleghi dell’intera Toscana) si sono riuniti in assemblea per discutere i punti salienti della riforma e preparare le prime tappe di quella che si annuncia una lunga mobilitazione. Per Cgil, Cisl e Uil la riforma «suscita enorme preoccupazione per la prevista chiusura della maggior parte dei servizi erogati e la netta riduzione dei posti di lavoro nel settore».
Metà dei dipendenti della Camera di Commercio di Pisa, per la quale pende l’ipotesi di accorpamento con quella di Massa Carrara, potrebbero essere dichiarati in esubero. L’assemblea, a cui hanno partecipato anche il deputato del Pd Paolo Fontanelli, il consigliere regionale del Pd Antonio Mazzeo, il presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini e rappresentanti del Comune, della Provincia e della Cna, ha approvato un ordine del giorno per chiedere il «rinvio dell’approvazione del provvedimento, per consentire un confronto con le parti sociali che porti ad una profonda revisione della sua impostazione, per la salvaguardia del sistema camerale, delle sue funzioni e di tutto il personale attualmente occupato». In caso contrario, lavoratori e sindacati si «riservano di adottare qualsiasi forma di mobilitazione e di lotta per dar luogo a tavoli di contrattazione e di confronto che portino ad una soluzione positiva della vertenza».
I rappresentanti delle istituzioni hanno espresso solidarietà ai lavoratori e auspicato una modifica della bozza di riforma. «Siamo in una fase in cui si stanno rivedendo le architetture istituzionali per renderle più efficaci e funzionali. Ma questo va fatto con un attento studio e un coinvolgimento sia di chi lavora sia di chi fruisce del lavoro delle Camere di Commercio, guardando e prendendo ad esempio le strutture che funzionano come quella di Pisa, che svolge una funzione di collante tra le amministrazioni pubbliche e il mondo delle imprese - sottolinea l’assessora Marilù Chiofalo che ha partecipato all’assemblea in rappresentanza del Comune -. L’attuale bozza di riforma deve essere ripensata a partire da una più profonda riflessione sulle funzioni delle Camere di Commercio che deve essere basata su un sistema di indicatori oggettivi e sulle esperienze migliori come quella pisana».
Danilo Renzullo
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