Il dolore
Cinema all’aperto nel vecchio Timpanaro
Via Norvegia: una periferia complicata. Dopo l’apertura della nuova strada, un progetto per migliorare la socialità
PISA. Un’azione che viene definita di “riqualificazione di aree degradate di un quartiere della città”. Zona di via Norvegia, da qualcuno chiamata “ghetto”. Forse si può iniziare a dire “ex”. Dell’ottobre scorso l’apertura della nuova strada di collegamento con via di Padule. Un intervento dell’amministrazione comunale dal costo di 350mila euro. Lavori attesi da tanto tempo.
Nella zona, fatta soprattutto di case popolari e socialmente complessa (basti ricordare i tanti episodi di incendi ed atti vandalici degli anni scorsi), l’unico sbocco era in via di Cisanello. «Una chiusura urbanistica che rischiava di diventare anche chiusura sociale», è un ritratto puntuale della zona. «Un quartiere altrimenti isolato», si diceva ancora.
Ora un ulteriore tentativo di dare all’area di via Norvegia maggiore socialità. Al centro del progetto proprio il luogo dove sorgeva l’ex asilo Timpanaro, uno dei posti colpiti da incendi, uno dei bersagli di marginalità ed illegalità.
In quel piazzale dove sorgeva lo stabile, per una quindicina di giorni l’associazione cineclub Arsenale organizzerà un cinema all’aperto e cene a prezzi contenuti.
«L’obiettivo è fare feste popolari, di quartiere», spiega Alberto Gabbrielli, direttore dell’associazione. In altre parole, non solo l’offerta alla città del cinema all’aperto nel tradizionale anfiteatro del Giardino Scotto, ma anche questo esperimento socio-culturale decentrato in una periferia.
Dei giorni scorsi l’approvazione da parte della giunta comunale della nuova convenzione con il cineclub per la valorizzazione della cultura cinematografica. Il progetto relativo all’ex asilo Timpanaro ne fa parte.
Laddove c’era l’asilo, ora è rimasto un boschetto. In questi giorni i responsabili dell’associazione faranno un sopralluogo anche per prendere in carico l’area. «Ripuliremo - dice Gabbrielli - e pensiamo di attrezzare l’area con delle sedute per il cinema, tavoli da birreria e qualche ombrellone». Il ciclo di proiezioni, abbinato a cene popolari, dovrebbe svolgersi dal 15 al 30 agosto. Un periodo contenuto per capire la risposta del quartiere. Una sperimentazione.
Il rudere dell’ex Timpanaro, ridotto ad uno scheletro dopo i due incendi del 20 aprile e del 2 maggio 2012, è stato demolito nel giugno di quattro anni fa, dopo un’opera di bonifica.
Un intervento che all’amministrazione era costato circa 30mila euro, cifra comprensiva della rimozione e smaltimento in discarica dei materiali bruciati che erano ancora sul posto, oltre che dell’abbattimento delle poche strutture rimaste in piedi.
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