Sicurezza
Associazioni in guerra per il posto nella giunta
Veronese (Confesercenti) batte Grassini (Confcommercio) di un voto
PISA. Ha vinto (di un voto) il rappresentante di Confesercenti. E Confcommercio va su tutte le furie. Oggetto del contendere il posto nella giunta della Camera di Commercio lasciato libero dal dimissionario Stefano Bottai (nell’esecutivo camerale in quota Confcommercio). Un’occasione per riaccendere duello e concorrenza tra le associazioni dei commercianti. Per 11 a 10 (22 votanti tra i consiglieri dell’ente, con un’astensione) Antonio Veronese, presidente di Confesercenti Area Pisa, ha prevalso su Federica Grassini, presidente di ConfcommercioPisa. «Con questa elezione salgono a due i rappresentanti di Confesercenti nella giunta camerale», esulta l’associazione attraverso il direttore Toscana Nord, Marco Sbrana. «Hanno prevalso vecchie logiche, calpestata la rappresentanza di oltre 5mila imprese», ribatte Grassini.
Un piccolo ribaltone rispetto alle votazioni del 2013. Allora, con l’elezione di Valter Tamburini alla presidenza della Camera di Commercio, sostenuto da un cartello con Cna, Unione Industriale e Confesercenti, quest’ultima associazione aveva pensato di poter confermare nella giunta due rappresentanti come nel mandato precedente. Invece l’aveva spuntata un po’ a sorpresa Bottai di 5 voti e Sbrana era rimasto tagliato fuori. Ora il cambio, con una votazione che ha rivelato, nella circostanza, un consiglio camerale diviso praticamente a metà.
Al vicepresidente Roberto Balestri, Confesercenti aggiunge dunque Veronese, «la cui elezione - dice Marco Sbrana - da imprenditore molto conosciuto, è avvenuta solo grazie alle sue riconosciute capacità imprenditoriali e non certamente per le possibili sponsorizzazioni istituzionali o politiche che forse qualche altro avrebbe ricercato pur di raggiungere il suo scopo». Una sottolineatura, questa finale, che non sembra casuale.
Grassini contrattacca: «Per l’ennesima volta a prevalere sono vecchie e superate dalla storia logiche di appartenenza partitiche relative ad accordi risalenti addirittura al 2007, che brutalmente calpestano e fanno un gravissimo torto alle migliaia di imprenditori che hanno liberamente scelto di essere rappresentati proprio da ConfcommercioPisa, tanto più che il posto vacante era relativo proprio ad un membro dimissionario espressione di Confcommercio». L’associazione si affida ai suoi numeri per rafforzare il concetto: «Oltre 5.248 le imprese associate e 2.513 aziende certificate da ruoli Inps, con una crescita percentuale del +145% dal 2008 al 2016 ed una differenza in termini assoluti di +1.487 aziende associate. Numeri estremamente significativi ed eclatanti per essere ignorati così come è stato fatto in questa elezione». L’affondo di Federica Grassini è diretto: «La scelta risulta ancora più discutibile se pensiamo che un secondo posto in giunta, dopo quello della vicepresidenza, è stato assegnato all’altra associazione del commercio che può vantare, si fa per dire, numeri infinitamente più bassi. Parliamo della metà degli iscritti rispetto a quelli Confcommercio e un trend negativo del -19%». Nella nota le parole “all’altra associazione del commercio” sono evidenziate in grassetto, e senza nominare esplicitamente Confcommercio. La guerra non è solo dei numeri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google