La manifestazione
Seconda volta dal giudice giudizio o proscioglimento
Il 18 novembre per l’elettricista nuova udienza dopo quella del marzo 2015 Il gup dovrà valutare se ci sono elementi sufficienti per celebrare un processo
PISA. Un bivio, il secondo nel giro di un anno e mezzo, da affrontare con il fardello di un’accusa che vale l’ergastolo: omicidio volontario e distruzione di cadavere.
Lui è Antonio Logli è l’imputato. Lei, per la Procura vittima di un delitto per mano del marito, è la moglie Roberta Ragusa (nella foto), scomparsa a 44 anni nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. È un bivio, quello del 18 novembre davanti al gup Elsa Iadaresta, di fronte al quale Logli ritorna dopo quello vissuto nel marzo 2015 quando l’esito dell’udienza fu una sentenza di proscioglimento perché il fatto non sussiste. Il ricorso vinto in Cassazione dalla Procura (procuratore capo Crini, pm Mantovani)ha ottenuto l’effetto di riproporre all’esame di un nuovo giudice la richiesta di rinvio a giudizio. E quel venerdì 18 novembre Logli comparirà al cospetto di un giudice che dovrà valutare se ci sono elementi non di colpevolezza, ma di ragionevole necessità di chiarimento riguardo alle accuse contestate alle quali solo un processo potrebbe essere in grado di dare una risposta. Secondo la Cassazione il proscioglimento del marzo 2015 non stava in piedi perché dagli atti dell'indagine non «emerge in modo evidente l'innocenza dell'imputato Antonio Logli».
Accusa e difesa. L'inchiesta sulla sparizione di Roberta Ragusa colleziona l'ennesima data, quella del 18 novembre, nel suo percorso verso una verità giudiziaria che non potrà avere sfumature. Per l'accusa è stato il marito a uccidere e poi far sparire il corpo della donna nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Allontanamento volontario per la difesa di Logli che, poco dopo la scomparsa della moglie, ha stabilizzato con tanto di convivenza la sua relazione con l'ex baby sitter e segretaria dell'Autoscuola Futura, Sara Calzolaio. Un gesto che la Procura ha sempre letto come la convinzione dell'uomo del mancato ritorno di Roberta. Una sicurezza che per l'accusa deriva dall'essere l'artefice di quella sparizione.
Rito abbreviato. Logli, difeso dall'avvocato Roberto Cavani che ieri ha scelto di non commentare, potrebbe chiedere di essere giudicato con rito abbreviato. L'udienza preliminare a cui il marito di Roberta Ragusa parteciperà il 18 novembre è la sede idonea per un rito che non ha niente a che vedere con il patteggiamento spesso associato all'equivalenza di un'ammissione di colpa. L'imputato, sicuro della propria innocenza, per il quale l'accusa chiede il processo, non si sottrae al giudizio di merito (al contrario del patteggiamento che definisce solo entità e congruità della pena, ndr). Ma fa "risparmiare" tempo alla macchina della giustizia rinunciando ai testimoni e, soprattutto, chiedendo l'esame a suo carico solo sulla base degli atti. In caso di condanna è previsto lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello.
Rinvio a giudizio. È lo scenario auspicato da Procura e parti civili: l’elettricista della Geste a processo davanti alla Corte d'Assise. Il gup dovrà leggersi le 12.000 pagine dell'inchiesta e poi il 18 novembre ascolterà accusa, difesa e parti civili. Le motivazioni della Cassazione con cui è stata annullata la sentenza del marzo 2015 spianano la strada a un probabile processo.
Proscioglimento. Non esiste alcun automatismo tra l'annullamento del proscioglimento e l'eventuale rinvio a giudizio di Logli. Il giudice deciderà senza vincoli di precedenti verdetti. E, quindi, in teoria potrebbe concludere l'udienza con un proscioglimento bis. Ipotesi possibile, ma poco probabile dopo aver letto le bacchettate della Cassazione sul primo verdetto. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google