Il dolore
Poste bersagliate: rapina bis in un mese
Magro il bottino del bandito che per spaventare i clienti ha esploso in aria un colpo di pistola, ma era una scacciacani
VICOPISANO. Per 280 euro e pochi centesimi - a questo ammonta il bottino dell’ultimo assalto al piccolo ufficio postale di Cucigliana - un rapinatore solitario, armato di una scacciacani, non ha esitato a sparare per aria con l’intenzione di spaventare un’impiegata e alcuni clienti. E così salgono a due le rapine messe a segno in poco tempo ai danni di un ufficio che in genere ha sempre goduto di una certa considerazione tra i rapinatori, forse per il fatto che non è dotato di telecamere.
In ogni caso, ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, il rapinatore solitario, travisato da casco e bandana, e con le mani coperte da guanti per non lasciare impronte, ha fatto il suo ingresso alle Poste di piazza monsignor Patrizio Doveri. Quando ha visto più clienti davanti al bancone non ha esitato a far partire un colpo dall’arma giocattolo “spiegando” in quel modo le ragioni del suo ingresso nell’ufficio. I clienti, che non potevano sapere che l’arma li avrebbe solo spaventati, sono rimasti senza parole. Sono stati invitati ad andare in una stanza sul retro dell’ufficio. Poi il rapinatore ha preso i soldi ed è sparito con una moto. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri di San Giovanni alla Vena che quelli del nucleo Radiomobile di Pontedera. È scattato anche il dispositivo anti-rapina previsto a livello provinciale. Ma il malvivente ha avuto il tempo di allontanarsi. Certo che quando avrà avuto il tempo di contare i soldi non sarà rimasto tanto soddisfatto.
Proprio come è successo meno di un mese fa ad un altro rapinatore - dovrebbe trattarsi di due persone diverse – che aveva preso di mira lo stesso sportello delle Poste ed era fuggito con una cifra modesta.
Il rapinatore armato di pistola fece irruzione nel piccolo ufficio postale di Cucigliana intorno a mezzogiorno. Era travisato con un casco e poi si allontanò a bordo di uno scooter. L’uomo si era dovuto accontentare di circa 70 euro che erano nella cassa. Oltre a 120 euro che aveva portato via ad un cliente. Dalla descrizione fornita dai testimoni non risulta che si tratti dello stesso uomo che ha colpito ieri mattina.
Sulla seconda rapina sono in corso le indagini dei carabinieri che sono rimasti a lungo nell'ufficio postale, poi chiuso al pubblico come sempre succede in queste circostanze. Si cerca di capire se qualcuno tra i cittadini ha visto qualcosa che possa essere utile alle indagini. Il sopralluogo effettuato dai militari non ha dato alcun esito in quanto l’uomo aveva i guanti. Non è stato inoltre trovato alcun bossolo, a conferma del fatto che la pistola era innocua, doveva servire solo a spaventare la cassiera e i clienti. Dopo la rapina l’ufficio è stato chiuso e l’impiegata raggiunta da altre colleghe che si sono preoccupate di capire cosa era successo e se non ci fosse bisogno dell’intervento della direzione. La somma in cassa, stando a quanto è stato spiegato, era esigua, come richiesto dal regolamento interno dell’azienda.
Com’era successo un mese fa, i carabinieri cercano eventuali testimoni o immagini di telecamere private in zona.
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