Sicurezza
Il Villaggio 2000 è la capitale dei contrari: «Non la vogliamo»
PISA. «Una moschea qui? Non la vogliamo, ma ormai tutto è già stato fatto per costruirla». Da anni, il quartiere ospita settimanalmente la preghiera di centinaia di cittadini di fede islamica che,...
PISA. «Una moschea qui? Non la vogliamo, ma ormai tutto è già stato fatto per costruirla».
Da anni, il quartiere ospita settimanalmente la preghiera di centinaia di cittadini di fede islamica che, in assenza di spazi adeguati, sono costretti a riunirsi nelle strutture del Centro universitario sportivo per professare la propria religione. Porta a Lucca, però, una moschea sembra non volerla. O almeno è la gran parte dei residenti del Villaggio 2000, il complesso di edilizia residenziale pubblica che confina con l'area di proprietà della Comunità islamica di Pisa, a contestare, a tratti anche aspramente, la possibilità di insediare proprio in quell'area (oggi “abitata” da alcuni abusivi) un luogo di culto per musulmani con annesso un centro culturale islamico. «Sono assolutamente contraria - commenta un'anziana abitante del Villaggio, scagliandosi contro la politica e i politici locali -. Già in queste condizioni è difficile andare avanti, figuriamoci con una moschea alle spalle. Costruirla in questo periodo, dove gli attentanti sono ormai all'ordine del giorno, non mi sembra poi una grande idea. Purtroppo - prosegue - sembra che tutto sia stato già deciso, anche perché per i nostri politici e soprattutto per il nostro sindaco, loro (i musulmani, ndr) sembrano siano diventati la vera priorità». A detta degli abitanti, nel Villaggio 2000 (circa 110 famiglie residenti) si è verificato un boom di adesioni alla raccolta firme promossa dal Comitato NoMoschea per l'indizione di un referendum consultivo cittadino sulla costruzione della moschea. «Quasi tutti hanno firmato», sottolinea un altro residente, testimoniando una diffusa contrarietà degli abitanti della zona alla costruzione del luogo di culto. «In questo momento abbiamo bisogno di altro», prosegue. Sicurezza e decoro urbano in primis. «Abito qui da oltre vent'anni - aggiunge - e non si sono mai verificati problemi. Oggi la situazione è profondamente cambiata, con la microcriminalità che ha preso il sopravvento. I carabinieri, qui, sono ormai di casa». Se la maggioranza è compatta a schierarsi per il no alla costruzione del luogo di culto islamico, rivendicando invece maggiore attenzione per i residenti e per la qualità della vita nella zona, c'è una minoranza che sembra rimanere indifferente di fronte al progetto della moschea: «I problemi sono altri», commenta un gruppo di abitanti. (d.r.)
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