Gioco
Eseguiti i primi lavori di bonifica nell’area destinata alla moschea
L’ok dagli uffici comunali non è ancora arrivato, ma l’intervento di manutenzione straordinaria è già cominciato e fa presagire l’apertura del cantiere per la costruzione dell’edificio di culto
PISA. L'ok dagli uffici comunali non è ancora arrivato, ma l'intervento di manutenzione straordinaria dell'area che sorge di fronte al Centro universitario sportivo sembra far presagire un imminente inizio dei lavori per la costruzione della moschea. La prima sul territorio comunale, che sorgerà tra via del Brennero e via Chiarugi. Alberi abbattuti, rifiuti rimossi e terreno spianato. Nei giorni scorsi, gli abitanti della zona hanno notato un particolare attivismo nell'area di circa 4.000 metri quadrati acquistata tre anni fa dalla Comunità islamica pisana per circa 115.000 euro. Intorno ai due ruderi di quella che un tempo era l'officina di uno sfasciacarrozze (attualmente occupati abusivamente da tre persone: un italiano di origini messinesi, un senegalese e un rumeno), gli operai hanno proceduto al taglio di alcuni alberi, alla rimozione dei rifiuti abbandonati e ad una prima bonifica della zona, dove adesso rimangono cumuli di terra e tronchi di alberi. L'intervento di manutenzione straordinaria è probabilmente finalizzato all'effettuazione di alcuni rilievi tecnici propedeutici all'avvio dei lavori, che potrebbero partire a breve.
La Comunità islamica pisana, dopo aver presentato lo scorso maggio il progetto definitivo, attende solo l'approvazione da parte degli uffici competenti di Palazzo Gambacorti e i permessi a costruire quella sede «più grande e più decorosa» che da anni i cittadini di fede musulmana presenti a Pisa auspicano di realizzare. Quasi una necessità per la Comunità nata nel 1993 (da allora presente nella piccola sede di via delle Belle Donne che ha consentito a tutti i suoi membri di riunirsi e professare il proprio credo religioso) che negli anni ha conosciuto una lenta, ma costante crescita, arrivando a superare i seicento fedeli, da tempo costretti a riunirsi nelle strutture al coperto dei campi sportivi del Cus per la preghiera più frequentata, quella del venerdì. Per concretizzarla, la Comunità dovrà fare i conti soprattutto con le risorse a disposizione. La struttura religiosa, che sarà orientata verso la Qibla (sud-est), la direzione della città della Mecca, verrà realizzata interamente con finanziamenti propri e con quelli provenienti da altri centri islamici italiani. Aspetto che ha più volte frenato l'avvio dei lavori (inizialmente previsto nel 2015) e costretto i tecnici - il progetto è stato affidato ad uno studio di architettura di Massa e Cozzile - a modificare i piani. Allo sfarzoso progetto elaborato nel 2013, dal costo stimato di circa cinque milioni di euro - che tra l'altro prevedeva un minareto alto 25 metri che ha dato impulso alle polemiche di chi lo riteneva per la sua altezza concorrenziale alla Torre Pendente (distante poche centinaia di metri) -, è stato preferito un progetto molto più modesto dal costo oscillante tra i 3 e i 4 milioni. Nel nuovo progetto è sparito il minareto. Restano invece la cupola e l'ampia sala al piano terra (di circa 500 mq), costituita da due soppalchi, uno dei quali riservato alle donne, con una capacità di accoglienza di circa 800 persone. L'interno comprenderà il minbar, una sorta di pulpito, e il mihrab, una sorta di abside, realizzati in legno e rifiniti con decorazioni islamiche. Accanto all'edificio religioso sorgerà una seconda struttura da 500 mq che ospiterà un centro culturale di due piani, dove la comunità islamica ha intenzione di svolgere attività culturali e di socializzazione per aprirsi ulteriormente alla città, nonostante le polemiche che continuano ad accompagnare l'iter per la costruzione del luogo di culto.
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