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I NUMERI DELLA PREFETTURA

Primo semestre con 108 arresti ma pochissimi restano in cella

Primo semestre con 108 arresti ma pochissimi restano in cella

PISA. Saranno stati anche 108 gli arresti nei primi sei mesi dell’anno. Ma solo una porzione infinetisimale di chi è stato fermato dalle forze dell’ordine è entrata al Don Bosco. Il resto viene sì...

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PISA. Saranno stati anche 108 gli arresti nei primi sei mesi dell’anno. Ma solo una porzione infinetisimale di chi è stato fermato dalle forze dell’ordine è entrata al Don Bosco. Il resto viene sì rubricato alla voce arresti anche se di fatto si tratta di persone che la Procura non ritiene meritevoli di custodia in carcere e, quindi, i fermati vengono rimessi in libertà.

Letti con il risvolto della medaglia di cosa succede dopo il fermo, i dati diffusi dalla prefettura forniscono una rappresentazione iniziale dell’attività di contrasto ai fenomeni della microcriminalità.

Scrivono da Palazzo Medici: «Il personale delle forze dell'ordine ha proceduto all'arresto, a vario titolo, di 108 persone e al sequestro di sostanze stupefacenti (14,760 kg) e di 25.082 euro quali somme provento di reato. L'azione di contrasto ha riguardato anche i conducenti di veicoli sorpresi in condizioni di alterazione psicofisica derivante dall'assunzione di sostanze stupefacenti (sanzionati 48 conducenti), e alcoliche (sanzionati 46 conducenti)».

Per Giovanni Garzella, capogruppo Fi-Pdl, i numeri non bastano: serve la tolleranza zero.

«Il primo bilancio su base semestrale della prefettura sulla questione sicurezza non rassicura la città perché si limita a fare l'elenco – afferma l’esponente dell’opposizione –. A noi pisani non interessa sapere quanti arresti sono stati fatti (anche perché sarebbe interessante sapere dopo quanto sono stati messi in libertà per capire il grado di penetrazione sulla criminalità). Noi vogliamo sapere come e dove è stata eliminata l'azione criminale nel territorio. Il dato statistico è facile da raggiungere difficile è raggiungere i veri risultati. A mio modesto parere il grado di penetrazione dell'azione anti-criminale nella nostra città non arriva a debellarla. I cittadini vogliono che il Comitato di Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica porti a casa risultati concreti. Spero che nel prossimo comunicato si legga le zone dove lo spaccio è stato debellato e dove la criminalità non esiste più. FI-Pdl vigilerà anche attraverso atti ispettivi e decumentali sulla questione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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