Il Tirreno

Pisa

«Più partecipazione a Roma come a Pisa»

di Francesco Loi
«Più partecipazione a Roma come a Pisa»

Flavia Marzano: così la Raggi mi ha voluto nella sua giunta M5S

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PISA. Una pisana assessora a Roma, alla corte della sindaca Virginia Raggi. La delega? “Roma semplice”. Compito contrario alla definizione, per di più in una capitale alle prese con mille guai e problematiche. Docente a Roma ed esperta di informatica applicata alla pubblica amministrazione, è stata fino a pochi giorni fa presidente (dimissionaria a seguito dell’incarico di assessora) dei Stati Generali dell’Innovazione. Com’è arrivata nella squadra della Raggi e cosa ha in mente ce lo spiega in questa intervista.

Assessora Marzano, già operativa nella capitale?

«Sì, dal 7 luglio abbiamo iniziato. La situazione? Non esisteva un assessorato a Roma semplice, quindi non c’è una struttura di riferimento consolidata. Esiste soltanto il dipartimento innovazione tecnologica, sono 40 persone, lavorano bene, però possono fare solo la loro parte. Abbiamo quasi 25mila dipendenti, gestiscono i loro computer, le reti, le stampanti. Non possono permettersi niente di “visionario”, se così lo posso definire. Una cosa è subentrare in un assessorato che ha lavorato in qualche modo, bene o male. Qui bisogna inventare praticamente da zero. Ce la faremo».

Un bel salto professionale, specialmente pensando ai tanti problemi della capitale…

«Sono vent’anni che faccio questo mestiere, sebbene sia vero che il politico ha un approccio diverso rispetto al tecnico: uno decide, l’altro suggerisce. Ho avuto la scuola di Gino Nunes quand’era presidente della Provincia di Pisa (Marzano faceva parte del settore sviluppo informatico, ndr). Gli sono riconoscente ancora oggi per come reagiva ai miei stimoli tecnici. Captava, capiva e faceva: una meraviglia».

Ma com’è arrivata a far parte della giunta Raggi?

«Mi sono arrivate tre telefonate di persone da mondi diversi chiedendo l’autorizzazione a dare il mio numero alla sindaca Raggi. Quando mi hanno chiamata pensavo fosse per fare il consulente dell’amministrazione, che poi è il mio lavoro. Mi sono presentata davanti alla Raggi per un colloquio, lei era affiancata da 6-7 persone. Una sorta di esame. Ha esordito dicendomi che stavano cercando collaborazioni per l’innovazione, mi ha chiesto cosa avrei fatto io, quali sarebbero state le mie priorità. Alla fine mi ha fatto la proposta. Ma da assessore».

Sorpresa?

«Molto, così le ho detto: mi ci lascia pensare? E lei: sì, un minuto. Mi sono fatta due domande. La prima: se rispondo no, poi me ne pento? La seconda: se dico no, poi devo stare zitta cinque anni? Perché lei mi avrebbe potuto ribattere nel tempo: dovevi venire a fare anziché stare fuori a brontolare. Allora ho detto sì».

Lei è sempre stata vicina ad un mondo di sinistra e centrosinistra, non si ricorda un’appartenenza grillina…

«Mai iscritta al M5S, nemmeno come grillina della seconda ora. Ma nemmeno me l’hanno chiesto, mai mi hanno detto di entrare nel movimento. Come altri assessori sono lì per le competenze tecniche. Un altro assessore, per dire, aveva fatto la campagna elettorale per Fassina».

Obiettivi?

«Il primissimo è fare una fotografia dell’esistente, per dire anche alla gente: ecco, parto da qui per arrivare là. E poi voglio fare l’agenda digitale per tutti gli assessori, i cittadini devono sapere. Si chiama open agenda, è un’operazione trasparenza. A breve invece punto a creare sul territorio dei luoghi che consentano ai cittadini di poter accedere ai servizi on line anche se non ne hanno le competenze. Ricordiamo che un terzo degli italiani non è mai andato in rete: loro come fanno? L’idea è di seminare sul territorio (nelle biblioteche, nelle scuole, nei centri commerciali, nei municipi) opportunità grazie alle quali queste persone, che magari non hanno internet a casa, possono andare a fare l’intervento che serve».

Il suo legame con Pisa? E che giudizio dà della città da pisana, ma ora anche da amministratrice pubblica?

«La residenza è a Pisa, la famiglia è qua. Ma ci dovrò stare un po’ meno. Questa è una città con tanti pregi e tanti difetti. E’ grande quanto la metà di un municipio romano. L’ascolto, chiedere ai cittadini di partecipare, dovrebbe essere più forte di quanto non sia stato finora. A Pisa c’è una cosa che funziona benissimo e che pochi conoscono».

La curiosità è tanta: qual è?

«Il servizio “segnalazioni” sul sito internet del Comune. Avevo un lampione spento sotto casa, non si vedeva niente. Dopo 48 ore il problema era risolto e mi hanno mandato un messaggio: grazie della segnalazione. E’ proprio quello che vogliono i cittadini. Niente di più. Poter interagire e trovare soluzioni ai problemi. La prima volta l’ho segnalato perché era sotto casa mia. La prossima volta anche se vedo un problema altrove lo segnalo volentieri: questo aumenta la fiducia nel rapporto tra cittadino e amministrazione. A Pisa è anche più facile, puoi incontrare il sindaco per strada. A Roma è più difficile. Serviranno strumenti proprio per questi obiettivi, sarà il mio compito. Roma non l’hanno fatta in pochi giorni, noi non risolveremo tutti i problemi in una settimana».

Si dice: Flavia Marzano si “allena” un anno a Roma da assessore, poi il M5S la candida a sindaco di Pisa nel 2018…

«Questa non l’ho mai sentita. La politica del M5S peraltro non permette cambi di mandato. Anche per questo la risposta è no. Certo che in giro c’è tanta fantasia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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