Attenzione
Multe per quasi 3,5 milioni in sei mesi
È quanto ha incassato Palazzo Gambacorti fino a giugno. Automobilisti più indisciplinati o Comune più bravo a riscuotere?
PISA. Con quasi 3,5 milioni di euro incassati nei primi sei mesi dell'anno, Pisa è una delle città italiane con i maggiori introiti per numero di abitanti derivanti dalle multe elevate agli automobilisti indisciplinati (principalmente per parcheggi in divieto di sosta o in doppia fila). Un primato (positivo) del Comune nelle riscossioni o un record (negativo) degli automobilisti? Difficile stabilire se i patentati pisani siano diventati più indisciplinati e più inclini al pagamento delle multe o se è aumentata l'azione di riscossione di Palazzo Gambacorti. Probabilmente una è la conseguenza dell'altra. Di sicuro, le infrazioni sulla strada continuano a regalare grosse soddisfazioni al bilancio comunale.
Nei primi sei dell'anno, il Comune ha incassato 3.420.170,73 euro, con un incremento del 29% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: un andamento in controtendenza rispetto a quello nazionale, che segna invece un meno 12%. Con una media di 58,5 euro a patentato, la città della Torre balza al quinto posto della classifica elaborata da Il Sole 24 ore su dati del Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che calcola gli incassi dei Comuni capoluogo italiani derivanti dalle multe elevate durante l'anno e il recupero di quelle arretrate. La graduatoria vede in testa il Comune di Milano che, grazie al particolare attivismo dei suoi caschi bianchi, è riuscito ad incassare quasi 64 milioni di euro. Due i fattori principali che influiscono sul dato pisano, record assoluto della Toscana (Firenze si piazza al settimo posto con una media di 53,4 euro a testa, segnando un meno 10,2% di incassi rispetto al primo semestre del 2015): l'aumento delle sanzioni elevate (più 16% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno) e, per il Comune, «l'intensificazione dell'azione di contrasto agli automobilisti indisciplinati e l'aumentata capacità di riscossione delle multe arretrate», che in maggioranza non colpiscono gli automobilisti pisani. Quattro sanzioni su cinque sono infatti comminate ad automobilisti non residenti nel territorio comunale che contribuiscono, loro malgrado, a migliorare la qualità della rete stradale e a finanziare i servizi pubblici locali. «Il risultato è frutto dell'attività della Sepi, che sempre di più è in grado di andare a recuperare le risorse delle multe non pagate garantendo l'equità del trattamento - spiega l'assessore al bilancio Andrea Serfogli -. È invece fuorviante il calcolo delle sanzioni per numero di patentati residenti: Pisa, ogni giorno, è vissuta oltre che dai suoi 90.000 residenti anche da pendolari, studenti e turisti e l'80% delle multe è comminato a non pisani. Rifacendo il calcolo con le sole sanzioni elevate ai pisani, la città scenderebbe dal quinto al 66° posto con una media di 10,5 euro a testa». I soldi incassati dalle multe vengono usati per il 50% per migliorare la viabilità (il 25% per la manutenzione delle strade, il 12,5% per la segnaletica stradale e il restante destinato alla polizia municipale) con particolare attenzione allo sviluppo di specifici progetti per migliorare la sicurezza. Il restante 50% contribuisce invece a finanziare asili, trasporti, pulizia e attività sociali.
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