Il Tirreno

Pisa

SAN ROSSORE

Ente Parco sotto inchiesta per spese e consulenze

Pietro Barghigiani
Una veduta del Parco di San Rossore
◗
Una veduta del Parco di San Rossore

Tre indagini aperte dalla Procura contabile: danno erariale per 400mila euro. C'è anche il pagamento di una polizza assicurativa a favore degli amministratori

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Tre fascicoli aperti per capire se qualcuno a San Rossore ha sperperato soldi pubblici. E, per un filone, siamo già alla valutazione del possibile rinvio a giudizio per danno erariale. È la Procura della Corte dei conti, con il vice procuratore generale, Acheropita Mondera Oranges, ad aver acceso un faro sulle uscite dall'Ente Parco individuano tre fronti sui quali le attenzioni della magistratura contabile si sono rivelate più scrupolose. Una polizza assicurativa a favore degli amministratori (non riguarda l'attuale governance), le spese per consulenze e indennità; l'inchiesta penale per truffa e peculato avviata da quasi un anno e mezzo dalla Procura pisana: sono gli scenari su cui si sta muovendo la Corte dei conti a caccia di chi potrebbe aver lucrato ai danni della collettività.

Polizza sospetta. È l'indagine più avanzata tra quelle condotte dai segugi fiorentini. L'ipotesi è che negli anni passati sia stata pagata, per l'accusa in modo indebito, una polizza assicurativa a favore degli amministratori del parco. È stato notificato l'invito a dedurre (una sorta di avviso di garanzia) ai destinatari della contestazione che hanno risposto spiegando le loro ragioni circa la correttezza del premio assicurativo versato dal parco a loro tutela. Il danno contestato è di circa 130 mila euro e in questi giorni la dottoressa Mondera Oranges sta valutando le posizioni degli indagati per definire archiviazioni o citazioni a giudizio.

Consulenze "eccessive". C'è poi il capitolo delle uscite dalle casse del Parco durante le passate amministrazioni. In questa inchiesta il presunto danno per i bilanci di San Rossore viene stimato intorno ai 350mila euro. Non siamo ancora all'invito a dedurre e sotto la lente della Procura contabile sono finite erogazioni di indennità ritenute indebite e consulente considerate illegittime.

Truffa e peculato. Procura ordinaria e Corte dei conti si sono affidate alla Guardia di finanza per un'indagine che nel febbraio 2014 portò all'iscrizione sul registro degli indagati di sette persone - tra dipendenti e professionisti - per truffa, peculato, falso e abuso d'ufficio nella gestione del parco precedente all'arrivo del duo Manfredi-Gennai. Secondo l'accusa l'ente sarebbe stato usato come un bancomat con uscite prive di un riscontro contabile serio ed entrate iscritte a bilancio senza una copertura reale. Tra gli indagati l'ex direttore dell'Ente Parco, l'ingegner Sergio Paglialunga, 63 anni, di Pisa, (ora al Parco delle Foreste Casentinesi), l'ex ragioniere capo, Vittorio Monni, di Pontedera, nel frattempo andato in pensione, Massimo De Prosperis, 63 anni, all'epoca dei fatti addetto all'ufficio ripristino del servizio di pianificazione del territorio. Nella lista degli esterni compare anche un ex dirigente della Regione, Simone Sorbi, 67 anni, di Grosseto, in pensione dal 2009. E proprio la Regione aveva concesso al Parco un contributo di 400 mila euro per uno studio di fattibilità della coltivazione del bambù nel parco. Soldi che per l'accusa erano stati assegnati anche a una società della figlia del dirigente regionale che aveva deciso lo stanziamento. Su questo filone - con un danno erariale ipotizzato in centinaia di migliaia di euro - Procura ordinaria e contabile devono ancora mettere un punto finale alle indagini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa