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Porto, crescita del 20% ma non in tutti i settori

Porto, crescita del 20% ma non in tutti i settori

Occupazione dei posti barca: aumentano soprattutto gli utenti stranieri grazie anche all’aeroporto. La crisi si fa sentire per le imbarcazioni 20-30 metri

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MARINA. «Stiamo avendo una crescita del 20%», dice Simone Tempesti, amministratore delegato della Boccadarno Porto di Pisa Spa, riferendosi ai posti barca ed al loro livello di occupazione. La società del porto registra con soddisfazione i volumi di traffico delle imbarcazioni in questa stagione, mentre continuano i negoziati con gli istituti di credito per la ristrutturazione del debito, passaggio fondamentale per mettere in sicurezza la società e dare il via alla seconda parte di sviluppo, quella immobiliare.

Ma la crescita nell’occupazione dei posti barca, come spiega Tempesti, non è uguale per tutti i settori del porto, seguendo quella che è ancora la realtà della crisi economica che si è fatta sentire nel comparto nautico.

Anzitutto, l’aumento del 20% è per due terzi merito degli stranieri. «Questo significa in particolare due cose - riprende l’ad della Boccadarno -. La prima sono gli indubbi vantaggi che questo movimento porta sul territorio, non solo per il porto, ma anche per le attività di vario tipo. La seconda conferma l’importanza dell’aeroporto, che favorisce l’arrivo di turisti-armatori».

I circa 350 posti barca al porto turistico di Boccadarno sono suddivisi a seconda delle dimensioni delle imbarcazioni. I posti per barche da 8 a 13,5 metri sono pressoché al completo, come fa notare Tempesti. Discorso simile per i due spazi riservati ai grandi yacht fino a 50 metri. I due estremi, dunque, sono quelli che si difendono meglio.

Al contrario, la crisi è andata a colpire i settori medi e medio-alti. Se per le imbarcazioni tra 15 e 20 metri si assiste ad una ripresa graduale, per quelle tra 20 e 30 metri la banchina dedicata è quella che presenta più posti vuoti. Una valutazione socio-economica su questa suddivisione era stata fatta all’epoca della progettazione del porto, quando la congiuntura era decisamente più favorevole. «La crisi - spiega Tempesti - ha pesato sulle categorie dei professionisti o comunque di coloro che potevano permettersi una certa tipologia di barche, ma tale fascia di mercato è stata penalizzata anche a seguito dei provvedimenti del governo Monti sulla tassazione delle imbarcazioni».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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