Il dolore
Come “esca” il console italiano in Marocco
Sarebbe stato falsificato un atto per far figurare un diverso proprietario di un edificio in via Taddei
PISA. Per mettere in atto la truffa per la compravendita dell’appartamento in via Guglielmo Taddei, nella zona di Cisanello, uno dei tre immobili finiti al centro dell’indagine, Donato Filippi ha scomodato - falsificando gli atti - perfino il console onorario d’Italia a Saida, in Marocco, Raphael Debbane (che non è implicato in nessun modo nell’indagine). Secondo la ricostruzione della Procura infatti, Filippi avrebbe contraffatto prima una sentenza del Tribunale dell’Aquila trascritta poi dal Tribunale di Pisa in modo che risultasse proprietaria l’associazione Studi Prattiani con sede in Marocco in avenue Marechal Foch numero 175, quando invece apparteneva alla società Immobilservice.
A questo punto, nell’escalation di falsificazione di atti, lo stesso Filippi avrebbe compilato una procura speciale per la vendita del medesimo immobile da parte del console italiano con la quale l’associazione Studi Prattiani in persona di Davisson April dava incarico a Siriano Sani, anche lui indagato, di vendere l’immobile al prezzo di 55mila euro.
Un raggiro che ha portato il 9 ottobre 2009 alla formazione dell’atto pubblico di vendita attraverso il quale, nello studio del notaio Mario Miccoli, l’appartamento di via Taddei veniva (falsamente) venduto dall’associazione Studi Prattiani (riconducibile allo stesso Filippi) ad un’ignara acquirente che oltre alla cifra pattuita ha versato 5mila euro al procuratore speciale che a sua volta ha versato i 53mila euro incassati dalla donna a Filippi, parte in contanti e parte con assegni. (f.l.)
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