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Pisa e Firenze, vicine o lontane?

«Servono più bus ma il Galilei mai così al top»

di Mario Neri
«Servono più bus ma il Galilei mai così al top»

Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti: "Faremo pressing sulle istituzioni per risolvere i problemi segnalati da Carrozza. La fusione è ok, a Pisa i passeggeri in aumento, a Peretola meno. Ora serve la nuova pista"

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PISA. «I collegamenti fra Pisa e Firenze possono migliorare e ci stiamo impegnando anche per questo. Ma sostenere che l'integrazione societaria non abbia funzionato non rispecchia la realtà, è ingiusto. Con la fusione, il sistema aeroportuale toscano sta crescendo. E i numeri sui primi mesi del 2016 ci dicono che a crescere di più è proprio Pisa». Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti, risponde così a Maria Chiara Carrozza. La deputata del Pd ed ex rettrice del Sant'Anna sostiene manchino bus fra Peretola e il Galilei, soprattutto per chi atterra a Firenze a tarda sera.

Carrai, il problema c'è?

«Quello che dice la Carrozza non dipende da Toscana Aeroporti. Io credo che la connessione tra Firenze e Pisa ci sia, certo in alcuni orari è più debole. Ma come è debole in altri aeroporti internazionali. Se lei arriva a Stansted o ad Orly alle undici e mezzo avrà difficoltà a raggiungere la capitale inglese e quella francese, io stesso mi sono trovato in difficoltà a raggiungere Parigi. Dunque una cosa è il sistema aeroportuale che funziona benissimo, un'altra sono le connessioni».

Ma, insomma, dovrete interessarvi dei servizi che i vostri clienti e i vostri passeggeri trovano a terra? Anche solo in termini di soddisfazione...

«Infatti, seppure non dipendono da noi, visto che non siamo competenti per il trasporto pubblico, siamo impegnati in pressing istituzionale perché ci siano sempre più connessioni e collegamenti, ma non dite che la fusione non funziona. Il sistema aeroportuale toscano non ha mai fatto ricavi come in questo momento, non ha mai registrato un aumento così netto dei flussi di passeggeri e non ha mai avuto una società pronta a investire 450 milioni su entrambi gli scali. Non solo. L'integrazione societaria è avvenuta senza licenziamenti, anzi ci sono state assunzioni. Insomma, se vi sembra una chimera, un mostro mitologico, fate voi...»[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.13855649:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/07/23/news/zero-bus-per-tornare-al-galilei-da-peretola-la-fusione-si-ma-dove-1.13855649]]

Ma i collegamenti potrebbero essere migliorati?

«Ma certo, assolutamente sì, l'ho sempre detto e l'ha detto anche il presidente della Regione Enrico Rossi. In alcune fasce orarie come quelle evidenziate dalla Carrozza ci sono problemi che sono molto simili a molte realtà nel mondo, quando si tratta di unire due città diverse».

Dunque ci dobbiamo accontentare. Mal comune mezzo gaudio?

«No, assolutamente no. Tant'è che, sebbene il nodo dei trasporti non dipenda dagli aeroporti, lo abbiamo fatto presente a più riprese alle istituzioni e il nostro appello ha trovato orecchie attente. Non a caso la Regione ha chiesto più volte a Ferrovie di aumentare le connessioni fra Firenze e Pisa».

Parla di una crescita prodotta dall'integrazione di ricavi e flussi di passeggeri. I piccoli azionisti, però, per il 2015, sottolineano un aumento più marcato su Peretola e meno su Pisa. È una tendenza reale?

«Assolutamente no. Nei primi mesi del 2016 stanno crescendo molto di più i passeggeri del Galilei rispetto a quelli del Vespucci, nel primo aumentano del 3,5% e nel secondo dell'1% circa. Questo perché a Pisa stiamo aumentando l'offerta dei vettori. Io stesso mi sono impegnato personalmente a portare la rotta con il Qatar dal 2 agosto, a primavera si spera arrivi Emirates e siamo impegnati a portare Aeroflot per le rotte con la Russia entro l'anno. Tutto questo a Firenze non può succedere perché Peretola ha raggiunto il massimo sviluppo, almeno con l'attuale conformazione della pista. Mentre Pisa ha ancora un potenziale di espansione».

Ma quando partiranno i lavori per l'ampliamento di Peretola?

«Stiamo aspettando la Valutazione di impatto ambientale (Via) dal Ministero dell'Ambiente, che speriamo arrivi il prima possibile e, se giungerà, pensiamo si possano concludere i lavori di realizzazione della nuova pista nel giro di due anni».

Risolvendo tutte le incognite legate all'impatto sulla piana o anche solo sugli edifici dell'università di Firenze?

«Dipende tutto dalla Via. Probabilmente ci saranno delle prescrizioni e noi ci atterremo alle prescrizioni».

Una volta realizzata la pista fiorentina a 2.400 metri, Pisa perderà competitività?

«Assolutamente no. Pisa ha un traffico internazionale, intercontinentale. E Firenze lo potrà avere? Certo, saranno due aeroporti che avranno due specificità diverse: Firenze più business, Pisa più low cost e turismo, ma come in tutti i sistemi aeroportuali del mondo. Se si va a Parigi, a New York, a Berlino, Monaco, Londra, Tokyo, le grandi città hanno un sistema aeroportuale fatto di più aeroporti con diverse funzioni. Questo succede dappertutto nel mondo e bene. Non vedo perché non possa succedere anche qui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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