Italia
Arrivano gli emiri, ma l’export non decolla
A San Rossore oggi e domani le corse degli sceicchi. Dal Golfo gli acquisti sono calati del 31%
PISA. I migliori cavalli e cavalieri al mondo gareggiano a San Rossore. Cinque sceicchi, 160 pursangue provenienti da 14 nazioni diverse correranno oggi e domani per 160 chilomentri nella patria dei cavalli in Toscana. E 5.000 pernottamenti sono stati già prenotati. È tutto pronto per Toscana Endurance Lifestyle 2016, seconda edizione di un evento che già lo scorso anno si è affermato per la capacità di promuovere il territorio grazie allo sport di altissimo livello. Sarà così anche quest'anno, anzi lo sarà ancor di più perché lo scenario di riferimento e i protagonisti sono cresciuti. A confermarlo ci sono il "tutto esaurito" nelle strutture ricettive di Pisa e dintorni e il fatto che il primo round di Toscana Endurance Lifestyle 2016 sarà l'evento con il maggior numero di iscritti mai fatto registrare in Italia.
I cavalli e i cavalieri più forti del mondo si sfideranno nella prima tappa dell'Hh Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum Endurance Cup Festival, il circuito internazionale che vivrà le sue gare d'apertura - supportato da uno sponsor del prestigio di Meydan - all'ippodromo di San Rossore e sull'ormai collaudato percorso nella Tenuta. Ma se a San Rossore torna la grande ippica, non si rinnova quest’anno l’iniziativa degli incontri B2B tra emiri e imprenditori locali per promuovere l’export locale. Anzi, proprio i dati testimoniano il fallimento dei rapporti economici con gli Emirati. L’export non decolla. Se è vero infatti che i B2B hanno contribuito a produrre 1,3 miliardi di business delle esportazioni realizzati da 300 aziende toscane, un giro d’affari confermato dall’«andamento dell’export dei prodotti agroalimentari pisani, quadruplicato», dicono dalla Camera di Commercio, c’è da sottolineare il crollo complessivo dell’export pisano negli Emirati (-31,7%). A determinarlo il calo delle vendite di utensili per perforazione del suolo (da 13,4 a 4 milioni, dovuta alla crisi della Smith Bits di Volterra) e di tutti gli altri comparti (-17,8%), esclusi mobili e calzature, che aumentano. E il flop sembra proprio pisano, visto che in regione gli sceicchi hanno comprato. L’export sui macchinari, ad esempio, ha fatto + 169%. Insomma, speriamo che con i cavalli quest’anno galoppino un po’ di più anche gli affari. «È un modo di stringere rapporti di amicizia ed economici con importanti Paesi - dice il sindaco Marco Filippeschi - ed è un modo per ribadire che Pisa è centro ippico di caratura internazionale». Per Alfea, società di gestione dell’ippodromo, l’obiettivo «è quello di creare le condizioni affinché investitori nel settore ippico possano apprezzare le enormi potenzialità tecniche storiche ed ambientali del nostro Parco».
(m.n.- c.v.)
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