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Pisa

«Una misura superata chiesta tre anni fa»

«Una misura superata chiesta tre anni fa»

Il legale: «Per quei fatti è in corso un processo. Quando uscirà dall’ospedale chiederemo la revoca»

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PISA. Farsi arrestare subito per chiedere di tornare libero il prima possibile. È un paradosso, ma la procedura penale a volte è capace di partorire scenari all’apparenza privi di buon senso.

Quello che è toccato a Fabio Petroni è un caso giudiziario in cui si è arrivati addirittura a tre pronunciamenti della Cassazione tra ricorsi accolti e rigettati senza considerare il percorso delle indagini nel solco processuale.

Con un particolare non da poco: nel frattempo i motivi per cui la Procura aveva chiesto nel 2013 l’arresto dell’imprenditore erano stati assorbiti e, di fatto, neutralizzati dal rinvio a giudizio per la bancarotta della Terravision Roma Airport Scarl.

È la spiegazione tecnica che l’avvocato Cesare Placanica, difensore di Petroni, fornisce per chiarire l’arresto “a scoppio ritardato” del presidente del Pisa ricoverato in un ospedale romano per qualche acciacco al cuore.

La coronografia ha escluso complicazioni e ribadito al paziente l’esigenza di una vita più regolare.

«Non so che senso abbia eseguire un arresto a distanza di tre anni dalla richiesta della Procura – è la premessa dell’avvocato –. Purtroppo per chiedere la revoca di una misura cautelare è necessaria applicarla. Quindi Petroni, una volta dimesso dall’ospedale, dovrà restare agli arresti domiciliari. A quel punto chiederò la revoca al giudice del dibattimento davanti al quale è in corso il processo per bancarotta che dura da oltre un anno. Nel giro di cinque giorni ci sarà il pronunciamento e, mi auguro, la misura sarà revocata».

L’avvocato, a nome del presidente, ci tiene anche a sottolineare che le vicende per le quali Petroni si ritrova destinatario di un provvedimento di arresto niente hanno a che vedere con il Pisa calcio.

«È una precisione doverosa – prosegue il legale –. L’arresto è arrivato per una serie di automatismi che non hanno tenuto conto di un processo in corso. Sono stati sentiti anche i testimoni e ci avviamo verso la discussione. Non aveva proprio senso arrestarlo a distanza di tre anni per fatti che sono dal 2015 al centro di un dibattimento in aula».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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