Il Tirreno

Pisa

Pisa, nessun rischio per la vita del club

di Antonio Scuglia

I soci: siamo assolutamente sereni, il progetto continua

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PISA. Il presidente Fabio Petroni è in ospedale a Roma per un problema cardiaco accusato nei giorni scorsi, e anche abbattuto dopo il “no” della Cassazione al suo ricorso contro gli arresti domiciliari (che peraltro i suoi legali hanno già contestato) per le vecchie vicende di una delle società della Terravision. Un brutto momento. Ma il Pisa - società, squadra e tifosi - pur accusando il colpo non si butta giù.

Il Dg Lucchesi è tornato ieri mattina in città lasciando per un giorno il ritiro di Storo, ed ha partecipato all’incontro informale dei componenti del Cda. Dal punto di vista dell’operatività del club e del suo futuro non viene manifestata preoccupazione: il potere di firma sugli atti spetta anche all’avvocato Vincenzo Taverniti e, con specifiche deleghe, agli altri membri del consiglio di amministrazione. E Petroni è un socio, non il proprietario del Pisa, le cui quote sociali sono invece detenute dalla Britaly Post (di cui lo stesso Petroni è azionista di minoranza). Bisognerà naturalmente vedere se deciderà di affidare la presidenza a un altro socio oppure no.

Ieri sera il club ha diramato un comunicato ufficiale sulla vicenda: «Il consiglio di amministrazione dell’Ac Pisa 1909, nell’esprimere al dottor Fabio Petroni i migliori auspici per una pronta guarigione e la massima solidarietà dal punto vista umano per l’annosa vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto, conferma l’assoluta serenità del club nel garantire la continuità aziendale e la realizzazione del progetto sportivo così come programmato».

A distanza di pochi minuti è arrivato anche un comunicato della presidenza: «Il dottor Fabio Petroni, persona incensurata, ha sempre operato osservando le regole del proprio ruolo. Il suo attuale coinvolgimento in questo procedimento, in cui le misure cautelari sono state richieste nel 2013, è frutto di errori di calcolo e di valutazione che saranno chiariti in tutte le sedi competenti».

Continua il documento: «Nel ringraziare tutti coloro i quali hanno manifestato la loro solidarietà, si precisa come non vi sia alcuna relazione tra la vicenda processuale del dottor Petroni e la vita sociale del Pisa Calcio, sicché non è possibile ipotizzare nei confronti della società calcistica alcuna ripercussione. L’azione della società Ac Pisa proseguirà quindi in modo ancora più incisivo rispetto a quanto realizzato dal 18 gennaio ad oggi».

Il popolo nerazzurro, dopo un primo momento di sgomento, ha subito rialzato la testa: sarà che siamo ormai abituati a vederci piovere addosso di tutto quando si parla del Pisa, ma la vicenda non ha avuto per fortuna un effetto deflagrante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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