Il Tirreno

Pisa

TRIBUNALE

Asilo, Comune citato nel processo come responsabile civile

Pietro Barghigiani
Il palazzo di Giustizia di Pisa
◗
Il palazzo di Giustizia di Pisa

Ricci verso il patteggiamento a 22 mesi. La perizia della psicologa: effetti delle violenze ancora presenti nei bimbi

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il Comune entra nel processo sulle botte all'asilo nido come responsabile civile per i comportamenti delle sue dipendenti finite sotto processo con l'accusa di maltrattare bimbi di neanche 3 anni. Lo ha deciso il gup Giulio Cesare Cipolletta accogliendo le richieste dei legali delle parti civili - i genitori dei piccoli - nel corso dell'udienza preliminare durante la quale sono state formalizzate le richieste di patteggiamento per due delle tre imputate. Richieste di patteggiamento. Per Sonia Ori, 59 anni, originaria di Sillano e residente a Pisa, arrestata il 4 febbraio, l'avvocato Alessandra Papineschi ha chiesto 24 mesi di reclusione con la sospensione condizionale. Una pena che non ha ottenuto il consenso della Procura. Parere favorevole, invece, accordato per i 22 mesi riferiti a Marcella Ricci, 60 anni, di Agnano, (in pensione), difesa dall'avvocato Giulia Padovani. Nessun rito alternativo per la terza imputata, Donatella Castiglioni, 59 anni, di Cascina, sempre in servizio in Comune, assistito dall'avvocato Giuliano Giambartolomei. Udienza il 13 ottobre. Il giudice ha rimandato al 13 ottobre l'udienza durante la quale saranno esaminati il patteggiamento di Ricci e le richieste di rinvio a giudizio di Ori e Castiglioni. La maestra arrestata al dibattimento potrà chiedere di nuovo un patteggiamento che, in sede di udienza preliminare, non le è stato concesso per il no della Procura a a causa della ridotta entità della pena.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.12907993:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/pisa-maltrattava-i-bambini-del-nido-arrestata-maestra/56858/58064]]

Nuova aggravante. Il pm Aldo Mantovani ha contestato ieri un'ulteriore aggravante - che non modifica il quantum della pena - prevista dall'articolo 61 riferito al reato di maltrattamenti per «aver commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio». Un ruolo svolto all'epoca dei fatti dalle tre educatrici (Ori e Ricci sono state licenziate) alle dipendenze del Comune. Genitori e avvocati. Assenti le tre imputate, poco prima delle 9,30 i genitori dei bimbi sono entrati in Tribunale per sistemarsi nell'aula dove intorno alle 11 è iniziata l'udienza davanti al gup Cipolletta. Il Comune con l'avvocato Gloria Lazzeri e le famiglie con i legali Carlo Porcaro D'Ambrosio, Andrea e Antonio Cariello, Michela Luperini, Ilaria Meacci, Alessandro Niccoli, Gabriele Marroni e Federica Ciardelli, si sono costituiti parte civile. Poi la richiesta degli avvocati delle coppie di citare Palazzo Gambacorti come responsabile civile che ha richiesto un'ora circa al giudice per la decisione. Istanza accolta intorno alle 12 con l'effetto di far entrare il Comune nel processo non solo come parte offesa, ma anche come responsabile per le azioni dei suoi lavoratori.

La perizia. Agli atti è stata acquisita anche la perizia della psicoterapeuta Emanuela Martini di Pistoia, già consulente per le famiglie nel caso dell'asilo "Cip e Ciop", svolta sui piccini per conto dei genitori. Per la professionista gli effetti sui bimbi di quello che è accaduto nel nido comunale è ancora presente. Ci sono segnali, a livello psicologico, che confermano l'esistenza delle conseguenze di botte e punizioni senza motivo. «Quando vede due persone che alzano la voce mio figlio si blocca terrorizzato» è la testimonianza di una mamma fuori dall'aula.

Le accuse. È un "film" senza filtri quello girato dai carabinieri del nucleo investigativo dal 30 novembre 2015 al 13 gennaio 2016. La Procura contesta il maltrattamento di bimbi al di sotto dei tre anni «affidati per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza e custodia, ponendo in essere nei loro confronti, unitamente ed in condivisione con le colleghe, abituali atti di vessazione fisica e morale ed instaurando un regime basato sulla violenza fisica, l'aggressività verbale, la punizione corporale, l'umiliazione, la mortificazione, l'isolamento dal gruppo ed il ricorso a sistematiche minacce ed offese, metodi idonei a determinare sofferenze fisiche e morali in tutti i minori». Tra tutti e venti i bimbi uno in particolare era diventato il bersaglio delle maestre, di Ori e Ricci in particolare. «Lo maltrattava percuotendolo in più occasioni, anche nella stessa giornata, con ripetuti schiaffi alla testa, al volto con sculacciate, strattonamenti e sollevamenti da terra per un braccio, imboccandolo energicamente e forzandolo a mangiare fino a provocarne il pianto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze