Il Tirreno

Pisa

Nel degrado il covo d’amore di D’Annunzio

di Carlo Venturini
Nel degrado il covo d’amore di D’Annunzio

Villa Romboli ospitò il poeta e Eleonora Duse Necessita di interventi per la messa in sicurezza

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MARINA DI PISA. Più che le rondini, oggi possono nidificarci gli avvoltoi. I marinesi la chiamavano "La casa delle rondini" perché Eleonora Duse volle che i nidi all'ombra delle travi del tetto, venissero salvati dalla ristrutturazione incombente. Stiamo parlando di Villa Romboli che fu il complice e soleggiato scenario degli incontri tra il superbo poeta Gabriele D'Annunzio e la musa ispiratrice di molte liriche de l'Alcyone, la bella Duse. Oggi villa Romboli appare spettrale, degna di un film alla "non aprite quella porta". Ed infatti la porta non va aperta perché non c'è. La villa, questa quinta dilaniata dall'incuria, è anche il biglietto da visita di Marina per quanti vi giungono dal viale D'Annunzio. La struttura risalente agli inizi dell'800, è oggi in balìa degli elementi i più che delle effusioni tra i due ospiti illustri. Il tetto è uno scheletro e scheletrite sono le due palme che fanno da sentinella a ciò che resta del portone principale. Le grandi finestre o sono totalmente spalancate o sono murate con dei blocchi di calcestruzzo che anch'essi fanno notare i primi cedimenti. Inoltre, si notano profonde fessure alle mura e la bifora laterale della casa sembra staccarsi dal suo alloggio. Su internet, alcuni blogger sono riusciti a fare pochi giorni fa, una serie di foto anche interne e si vedono chiaramente le vestigia di affreschi. Tutta l'area che comprende anche la "Casa Ceccherini" fondatore di Marina di Pisa, è recintatissima se pur anch'essa sia divelta in alcune zone. Recintata perché? Perché la casa dove D'Annunzio e la Duse passarono momenti di creativa sensualità, è in queste condizioni? Tutto intorno a quei due edifici storici dovevano sorgere un centro commerciale e tutta una serie di edifici di pregio. Il tutto rientrava nell'operazione parallela alla costruzione del porto turistico di Boccadarno. Davanti a villa Romboli e Casa Ceccherini, c'erano infatti tutta una serie di edifici e palazzine di nessun pregio che furono buttate giù a colpi di ruspa. Ma loro no. Loro furono giustamente graziati. Ma ormai sono passati ben otto anni e villa Romboli cade a pezzi. Come si legge in un articolo de Il Tirreno del 2008: "...saranno risparmiate dall'abbattimento villa Romboli e la casa colonica del 1859 in via della Foce appartenuta alla famiglia Ceccherini, i fondatori di Marina di Pisa e come è già avvenuto per la Dogana vecchia, saranno restaurate dalla Borello". La Borrello presentò il progetto per la costruzione del porto nel luglio del 2006 e poi lo inaugurò nel 2013 con l'allora amministratore delegato Stefano Bottai. Fatto sta che non vi è alcun cantiere riguardante la costruzione di nessun centro commerciale o altro edificio residenziale. Bisogna aspettare che si costruisca un centro commerciale per salvare un bene storico architettonico? Oggi, sembra che tutti si siano dimenticati di quelle mura di sospiri affrescati e di quella balaustra liberty sul balcone della facciata. Se ne sono dimenticati forse, persino i pisani che vanno al mare di rotonda in rotonda, passando rapidi difronte ad una memoria scheletrita. In realtà, tre anni fa, l'associazione "Dannunziana Pisa" e la Proloco Litorale organizzarono un tour con l'esperto di storia pisana Roberto Sonnini . Il tour si fermò proprio davanti a quella villa per la lettura e la recita di alcuni brani de L'Alcyone. Se dunque la chiesa di San Francesco ha tutti gli occhi puntati addosso e l'acquedotto mediceo, la Villa Romboli rischia di diventare una nuova emergenza artistica e culturale della nostra città come l’ex stazione di Marconi a Coltano. Purtroppo Marina e Coltano sono lontane dal centro storico e lontane dagli interventi che necessiterebbero. Siamo certi che la Sovrintendenza si attivi per la messa in sicurezza dell'immobile e ridare quiete al poeta D'Annunzio che scrisse: «Ho passato questi giorni in una quiete profonda, disteso in una barca al sole. Tu non conosci questi luoghi: sono divini. La foce dell'Arno ha una soavità così pura che non so paragonarle nessuna bocca di donna amata. Avevo bisogno di questo bagno e di riposo nel silenzio delle cose naturali. Ora sto molto meglio».

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