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mALa moVIDA »soluzioni e polemiche
PISA. Contro la movida molesta servono «politiche sociali e culturali, non repressione, perbenismo e decoro». Lo scrivono Giovanni Bruno e Federico Olivieri del circolo Gmramsci di Rifondazione...
PISA. Contro la movida molesta servono «politiche sociali e culturali, non repressione, perbenismo e decoro». Lo scrivono Giovanni Bruno e Federico Olivieri del circolo Gmramsci di Rifondazione comunista. Secondo i due esponenti di Prc, «le misure repressive contro la "maleducazione", dalla chiusura delle piazze alla militarizzazione delle strade, nascono sotto il segno dell'anti-socialità e solo per questo sono inaccettabili» e «non affrontano i motivi profondi, le cause socio-culturali» del fenomeno. «Una società che produce questo genere di "movida" - aggiungono - dovrebbe interrogarsi sulla perdita di prospettive (politiche, sociali e culturali) di una parte della gioventù che vomita, nella forma di sgradevoli deiezioni, il proprio disagio nel "salotto buono" della città, in una sorta di istintiva ribellione al vuoto e all'assenza di alternative che la circonda. Lo svago, quando è sottoposto alle leggi del mercato e del consumismo, smette di essere un momento di socialità libera e diventa un rituale ripetitivo per "ammazzare il tempo", in cui si rispecchia la precarietà generale della vita imposta dalle politiche economiche degli ultimi trent'anni». Non solo, la discussione sulla movida per Rc è un «paravento» per distrarre l’opinione pubblica e la politica dai «problemi reali», «come la questione della casa, dei servizi sociali, della mancanza di assistenza ad anziani, famiglie, bisognosi». Di questo dovrebbe occuparsi l’amministrazione, non di una «città vetrina». In «quest’ottica si sono concesse le licenze commerciali in centro», quelle che ora producono «quella congestione di cui ci si lamenta». «Non basta appellarsi al solito decoro imbalsamato e stantio», per risolvere il problema «bisogna investire per rilanciare politiche sociali e culturali».
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