Attenzione
Coldiretti Pisa «Crollo del grano, a rischio le aziende»
Il crollo del prezzo del 42% rispetto allo scorso anno è costato nel 2016 agli agricoltori della provincia pisana milioni di euro, mettendo a rischio la sopravvivenza delle 1.400 aziende produttrici...
Il crollo del prezzo del 42% rispetto allo scorso anno è costato nel 2016 agli agricoltori della provincia pisana milioni di euro, mettendo a rischio la sopravvivenza delle 1.400 aziende produttrici che stanno lavorando con compensi al di sotto dei costi di produzione. Lo scorso anno il prezzo del grano al chilo aveva toccato i 32 centesimi, oggi la stessa quantità viene pagata appena 18 centesimi. Ma sono andate giù anche le quotazioni del grano tenero (con cui si fa il pane), che hanno perso il 18% e viaggia sui 0,16 euro. Troppo pochi: anche tirare a campare. La provincia di Pisa è la terza, in Toscana, dietro Siena e Grosseto, per terreno destinato a grano con 25mila ettari di cui 2mila destinati a biologico. Ecco perché la battaglia del grano è una battaglia da vincere a tutti i costi. A denunciarlo è la Coldiretti Pisa in occasione del blitz davanti al Ministero delle Politiche agricole, a Roma, dove un centinaio di produttori della provincia assieme a migliaia di "colleghi" da tutta Italia hanno protestato . «La battaglia del grano è strategica per la nostra terra, per il nostro paesaggio e per le nostre famiglie. - spiega Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Pisa (nella foto)- La cerealicoltura, in particolare il frumento, è uno dei tre principali settori insieme all'olio e al vino dell'economia agricola pisana che oggi, come non mai, è a rischio. Il prezzo del grano che viene pagato oggi agli agricoltori ci riporta indietro di 30 anni. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. E' indispensabile accorciare la filiera, stringere accordi con i panificatori locali per valorizzare le nostre farine».
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