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Botte all’asilo, solo una patteggia

Botte all’asilo, solo una patteggia

Ok della Procura per Ricci. Niente accordo per la definizione della pena di Ori arrestata a febbraio

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PISA. Avevano chiesto di patteggiare per evitare il processo in aula e chiudere senza udienze pubbliche una vicenda che aveva fatto indignare una città intera.

Solo per una delle due maestre, però, la Procura ha prestato il proprio consenso all’ipotesi di definire una pena che prevede la sospensione condizionale.

Stamani davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta, se non ci saranno colpi di scena dell’ultima ora, Marcella Ricci, 60 anni, di Agnano, uscirà dall’inchiesta sulle botte all’asilo nido comunale con un patteggiamento. Per Sonia Ori, 59 anni, originaria di Sillano e residente a Pisa, arrestata il 4 febbraio e libera per scadenza dei termini tre mesi dopo, la Procura (procuratore Alessandro Crini e pm Aldo Mantovani)ha ritenuto, invece, che non ci fossero le condizioni per dare il via libera a un patteggiamento (riduzione di un terzo della pena) con la condizionale. Più gravi le accuse contro di lei e numerosi gli episodi contestati all’educatrice (licenziata come la Ricci che è comunque andata in pensione) per convincere l’ufficio giudiziario di via Beccaria a stringere un accordo da sottoporre all’esame di congruità del gup. L’alternativa processuale per Ori, attraverso il proprio legale Alessandra Papineschi, prevede due strade: chiedere il rito abbreviato (sempre sconto di un terzo e possibilità di fare appello in caso di condanna) o affrontare il processo in aula.

Ricci, difesa dall’avvocato Giulia Padovani, ha scelto una linea più defilata il cui antipasto è stata la decisione di di andare in pensione. Ora il patteggiamento, se accettato dal giudice, la collocherà fuori da una vicenda che ha ferito i genitori dei bimbi diventati i bersagli innocenti dell’ira delle educatrici dell’asilo comunale. La terza imputata, Donatella Castiglioni, 59 anni, di Cascina, sempre in servizio in Comune, difesa dall’avvocato Giuliano Giambartolomei (ex magistrato in pensione in forza per anni alla Procura pisana) non sceglierà riti alternativi ed è pronta a difendersi in aula.

Tutte e tre sono accusate di maltrattamenti con l'aggravante di aver commesso il fatto ai danni di minori e in loro presenza. Nell’udienza di stamani le famiglie (venti i bimbi ritenuti parti offese rappresentati dai genitori) si costituiranno parte civile. Lo stesso farà il Comune che, però, si trova nella condizione anche di obiettivo del risarcimento dei danni avviato dalle famiglie come datore di lavoro accusato di non aver vigilato sul comportamento dei propri dipendenti. Ci sono le immagini girate dai carabinieri del nucleo investigativo dal 30 novembre 2015 al 13 gennaio 2016 a chiarire contesto e azioni che disturbano per violenza e gratuità.

Genitori e maestre si ritroveranno faccia a faccia in Tribunale. Sarà il momento di guardarsi negli occhi. E magari le imputate, almeno in un refolo di pudore, potrebbero abbassare lo sguardo. Non tanto per un moto di vergogna verso mamme e papà. Ma come gesto di scuse per quei piccoli picchiati e sgridati senza un perché.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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