Il Tirreno

Pisa

Certificazioni “facili” per l’antincendio: imputati tutti assolti

di Pietro Barghigiani
Certificazioni “facili” per l’antincendio: imputati tutti assolti

Nessun reato nell’affidamento delle pratiche dai titolari di locali alla compagna dell’allora vicecomandante dei vigili del fuoco

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PISA. Lui era il vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco. Lei la compagna titolare di uno studio di architettura. Per l’accusa chi aveva dei problemi nel rinnovo della certificazione antincendi bastava si rivolgesse alla professionista per ottenere un risultato sicuro. Quegli incarichi ci sono stati, ma erano una autonoma convinzione dei privati quella di ricorrere all’architetto per usufruire dei buoni uffici del compagno dirigente dei vigili che, secondo la difesa, non esercitava alcuna pressione. Ieri mattina tutti e sette gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

Furono otto i rinviati a giudizio (uno nel frattempo è deceduto) al termine delle indagini iniziate dopo un esposto firmato da due ingegneri, Michele Concas e Salvatore Cacciatore del comando dei vigili del fuoco. Nell’atto d’accusa veniva denunciata una via preferenziale collaudata per conquistare il via libera nelle autorizzazioni antincendio di locali, dalla Valdera al litorale. Funzionari pubblici e professionisti accusati, a vario titolo, di concussione, corruzione e abuso d’ufficio per una vicenda che copriva un periodo temporale abbastanza datato dal 1999 al 2009.

Ieri mattina il primo collegio del Tribunale (presidente Murano, a latere Bencivinni e Fabbricatore) ha assolto tutti e sette gli imputati dalle numerose contestazioni mosse dalla Procura rappresentata in dibattimento dal pm Giovanni Porpora che per l’ingegnere dei vigili del fuoco aveva chiesto 8 anni.

Si tratta di Giuseppe Mazzotta, 51 anni, di Lecce, residente a Cascina, vicecomandante dei vigili del fuoco di Livorno (stesso incarico ricoperto a Pisa all’epoca dei fatti); la compagna Luana Ascenzi, 50 anni, di Pisa, con studio di architettura a Cascina; Claudio Toscano, 53 anni, di Mondovì; Carlo Marchesi, 75 anni, di Piacenza; l'architetto Franco Aringhieri, 63 anni, studio professionale e residenza a Ponsacco; Fabrizio Cerrai, 46 anni, nato a Pisa, architetto con studio a Pontedera; Eleonora Panettella, 37 anni, di Pisa, ingegnere edile con studio a Vicopisano. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Salvatore Salidu, Stefano Del Corso, Riccardo Taverniti e Alberto Marchesi. Il contesto in cui era maturata la denuncia era quello di una forte conflittualità tra gli autori dell'esposto e il bersaglio delle loro contestazioni, il vicecomandante dei vigili del fuoco, Mazzotta. Al centro delle accuse c’erano i presunti favoritismi da parte dell'ufficio prevenzione incendi verso una serie di professionisti, uno dei quali era la convivente di Mazzotta. «La sentenza ci dice che i rapporti del mio cliente nei confronti della compagna esaminati nel corso del processo non configurano alcuna ipotesi di reato – spiega l’avvocato Taverniti, difensore dell’ingegner Mazzotta –. Mancano i presupposti. Ricordo che era accusato di 16 capi di imputazione. E per tutti il Tribunale ha detto che il fatto non sussiste. È una sentenza assolutoria che lo riabilita in pieno sul piano professionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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