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Alloggi popolari, via al piano per costruirne 108 in tre anni

Alloggi popolari, via al piano per costruirne 108 in tre anni

Varato il programma per l’edilizia a prezzi agevolati in tutto il territorio Saranno realizzate case da 45 a 90 metri quadrati, si parte da San Giuliano

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SAN GIULIANO TERME. A guardarlo così, circoscritto in quella sigla comprensibile solo agli addetti ai lavori, tipica dei trabocchetti con cui i tecnocrati di Stato sono soliti ammantare i nodi cruciali della pubblica amministrazione, il piano appena varato dal consiglio comunale di San Giuliano potrebbe sembrare uno dei tanti e ordinari step burocratici poco utili a risolvere i reali problemi dei cittadini.

Eppure questa volta il Peep (Programma di edilizia economica e popolare) è davvero uno «strumento importante» per l'urbanistica del Comune, così come lo definisce il sindaco Sergio Di Maio. Perché, grazie a questo nuovo regolamento, nei prossimi tre anni sul territorio verranno costruiti 108 alloggi a prezzi agevolati, appartamenti con superfici variabili da 45 a 90 metri quadrati, tutti con giardini e parcheggio, progettati per essere più convenienti di quanto normalmente non lo siano quelli rintracciabili sul mercato. Perfino in un momento di crisi del mattone come questa.

Come funzionano i Peep? Sono sostanzialmente piani in cui il Comune si impegna a individuare sul proprio territorio aree destinate alla costruzione di palazzi o abitazioni a prezzi o canoni convenzionati. Per ogni lotto viene varata una gara pubblica a cui possono partecipare cooperative, imprese o privati cittadini. Il primo bando dovrebbe uscire questa o la prossima settimana per il “comparto” di San Giuliano, spiega Monica Luperi, capo dell’ufficio Urbanistica di Palazzo Niccolini. Non tutti gli oltre 100 alloggi devono essere realizzati subito. «Il piano - spiega la dirigente - sarà completato in tre anni e prevede zone disponibili in tutte le frazioni, da Metato a Gello». Con una costante: «Il sistema si basa proprio sulla determinazione di un prezzo che non può essere superato. Chi ottiene le licenze a costruire deve vendere secondo le regole e i limiti fissati dalla convenzione».

«Il nuovo regolamento - dice Di Maio - sostituisce quello adottato nel 2006 e si è reso necessario per adeguarlo ai nuovi quadri normativi regionali e nazionali, che ridefiniscono l’alloggio sociale e i requisiti per l’assegnazione». E, seppure, si tratti di una modifica, non sono state variate le previsioni urbanistiche. Niente cemento in più di quanto fosse già previsto, aggiunge Luperi.

I lotti potranno essere assegnati con un diritto di superficie di 99 anni rinnovabili o ceduti con diritto di proprietà, diventa dell’operatore e successivamente trasferita al socio con rogito notarile di assegnazione dell’alloggio.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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